Tra gli 800 “invitati” al Mapei c’è anche il ct azzurro Mancini
La società neroverde ha superato il test legato all’applicazione delle normative anti-Covid. Il tecnico della Nazionale ha osservato Locatelli, Caputo e Berardi
REGGIO
Dopo mesi di calcio giocato nel deserto di stadi tristemente vuoti, la Serie A sta provando timidamente a tornare alla normalità, riaprendo le porte ai tifosi, anche se solo in numero estremamente limitato. Al Mapei Stadium, il match contro il Cagliari andrà, quindi, ricordato anche per il rientro di alcuni spettatori, che, dopo aver seguito le imprese del Sassuolo post lockdown solo dal televisore, hanno ripopolato la tribuna. Nei giorni scorsi, le autorità hanno concesso i permessi per la parziale riapertura e hanno fornito le direttive necessarie, così lo stadio neroverde ha accolto addetti ai lavori e qualche spettatore; alla fine, si sono contate circa 800 persone (nel pieno rispetto del tetto massimo fissato al migliaio di presenti), di cui più di una metà formata da membri dello staff delle due squadre, da giornalisti e da operatori del settore, mentre 400 circa sono stati i tifosi arrivati su invito del Sassuolo. Presente al Mapei anche un ospite speciale, uno dei primi ad accomodarsi in tribuna è stato infatti Roberto Mancini: l’attuale commissario tecnico della Nazionale non si è fatto scappare l'occasione per monitorare diversi giocatori, a partire da Locatelli, Caputo e Berardi. Quello di ieri ha rappresentato per il club emiliano un vero e proprio test, per provare ad applicare tutte le normative sanitarie, sperimentando concretamente la gestione delle misure anti-Covid, a partire dall'autocertificazione personale, l'igienizzazione delle mani, la misurazione della febbre e il mantenimento della distanza. In tribuna, dopo aver rispettato la procedura d'ingresso, tutti hanno trovato un posto riservato e nessuno è potuto rimanere in piedi: siamo lontani dalle coreografie sugli spalti e non si sentono cori, ma almeno ritornano i primi applausi e commenti, per un calcio che torna lentamente ad essere uno spettacolo dal vivo. —
A.F.
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