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La bandiera Uguzzoni lascia il rugby «Dopo 13 anni ho finito la benzina»

Luca Beltrami
La bandiera Uguzzoni lascia il rugby «Dopo 13 anni ho finito la benzina»

ha giocato sempre con la maglia di modena 

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Domenica 25 novembre 2007, Collegarola, minuto 70 della gara di serie A2 tra la Cadetta della Benetton e il Donelli Modena. Treviso è avanti 22-7 e il tecnico modenese Claudio Menozzi fa entrare dalla panchina un giovane centro del vivaio, all’esordio tra i Seniores. È il primo dei 178 caps di Alessio Uguzzoni con la maglia del Modena, la sola che abbia indossato in carriera. Uguzzoni non cambierà le sorti di quella sfida né di quella stagione sfortunata, ma negli anni a seguire scriverà pagine importanti della storia del club di Collegarola, ritagliandosi un ruolo da protagonista nelle stagioni della serie A e diventando un punto di riferimento in quelle più recenti della rinascita biancoverdeblù. Tredici anni dopo quello scampolo di partita Uguzzoni, 32 anni, ha deciso di dire basta col rugby giocato, pur non chiudendo le porte a nuove sfide: “È una decisione ragionata e maturata da tempo. Ho finito la benzina, è sempre più difficile conciliare lavoro e rugby e non potendo mantenere il livello di impegno degli anni scorsi ho scelto di fare un passo indietro. Lascio un gruppo forte, che ha i mezzi tecnici per puntare ad obiettivi ambiziosi. Il mio è un addio al campo, ma non al club: mi piacerebbe rimanere nell’ambiente e nella società che mi ha fatto diventare grande”.

Uguzzoni è uno degli ultimi giocatori in rosa che con la maglia del Donelli ha conquistato la doppia promozione dalla B all’A1, punto più alto della storia recente biancoverdeblù: “La promozione in A1 nel 2011 è stato il momento più importante della mia carriera ovale, la gioia più grande. Il ricordo più bello rimane però la stagione 2007-2008, la prima tra i Seniores: giocavo con quelli che fino a pochi mesi prima mi allenavano e poi ci uscivo la sera. Era un gruppo speciale, è stato un anno indimenticabile, nel quale ho conosciuto tanti amici e ho imparato tanto, fuori e dentro il campo”.

Che giocatore è stato Alessio Uguzzoni? “Uno che ci ha creduto, che ci ha messo impegno e tanta passione. Ho iniziato a giocare a rugby alle superiori e non ho mai avuto mezzi atletici straordinari, ma con l’allenamento e la determinazione sono riuscito a togliermi delle soddisfazioni. Guardandomi indietro qualche rimpianto ce l’ho, avrei voluto dare ancora di più per la maglia del Modena, ma va bene così. Il rugby mi ha permesso di conoscere persone straordinarie che mi hanno insegnato il valore del lavoro, su tutti Torraga, Montalto e Pedrazzi, ho condiviso vittorie e sconfitte con compagni di squadra che sono soprattutto amici come Rovina, Faraone, Gibellini e i fratelli Venturelli, sono cresciuto come giocatore e come uomo grazie agli allenatori che ho avuto, da Torricella a Menozzi, da Huygen a Ogier. Il mio è stato un percorso ricco e per questo devo ringraziare chi mi è sempre stato vicino, in primo luogo mio padre Viller e mia madre Lorena, i miei ‘nonni rugbystici’ Almer Berselli e Luciano Zanetti, poi Enrico Freddi e sua moglie Paola, che hanno ereditato una situazione non facile e stanno facendo un grande lavoro. In 13 anni sono cambiate tante cose, dalla visione generale del club a quella dei giocatori nei confronti del rugby. Lascio il Giacobazzi in buone mani, questa squadra ha le carte in regola per competere per i primi posti e che mettendoci voglia e la giusta mentalità possa fare il decisivo salto di qualità”. —

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