Pochesci: «Oggi vediamo chi è da Carpi»
«La partita in Coppa dovrà fornirci indicazioni anche su come operare sul mercato. Il mio credo? Un gol più degli altri»
Mister Pochesci sa che oggi sarà una partita strana, di quelle che nessun allenatore vorrebbe mai affrontare: nel bel mezzo del guado, tra giocatori che vanno e prestiti che arrivano. Il Casarano, invece, vorrà fare le prove generali per la C, categoria alla quale aspira dichiaratamente. «La società si è composta in tutte le figure solo in questi giorni – ha detto il tecnico del Carpi nel giorno della sua prima conferenza stampa – e domani giocheranno molti giovani con poca esperienza. Questa partita ci farà capire se potranno essere utili o se la società dovrà subentrare con un mercato più massiccio rispetto a sei-sette giocatori». Che sono quelli che si aspetta. Quelli che la società gli ha promesso, giocatore più, giocatore meno.
A Carpi c’è arrivato quasi per caso: «Amici mi hanno detto ‘stiamo prendendo il Carpi e stiamo facendo il tuo nome’. Io ho detto ‘Caspita’ il Carpi ha una rosa importante. Già l’anno scorso si poteva fare di più del terzo posto. Per me insieme a Bari e Ternana era la squadra più forte della C. E’ anche vero che il campionato è stato interrotto, ma mi sarei aspettato qualcosa in più ai play-off. Vano-Biasci è una coppia che pochi avevano in categoria. E due buoni attaccanti sono già il 70 per cento di una squadra. A calcio per vincere bisogna fare un gol in più degli avversari, e io voglio farne uno in più».
Consapevole del ritardo accumulato dalle vicende societarie carpigiane, ma convinto si possa recuperare: «In Italia ci sono 250 svincolati e le opportunità ci sono anche perché Carpi è una piazza importanti. Anche se è la prima volta che vado in ritiro con una squadra che poi mi sparirà sotto gli occhi perché i pezzi migliori saranno ceduti da qui a fine mercato. Ma la società mi ha chiesto un progetto giovane, e proprio per questo oggi ha prolungato a due anni la durata del contratto, cosa per cui la ringrazio. E’ la determinazione che deve fare la differenza. Le partite durano 95 minuti e non ho mai visto perdere prima di giocare. L’inizio di campionato sarà in salita ma sono convinto che con il mercato della società, che porterà nomi importanti, a fine ottobre vedremo il vero Carpi».
A chi rimane è richiesto soprattutto un requisito: «Senso di appartenenza perché il Carpi oggi per noi equivale al Real Madrid o al Barcellona e i contratti si rispettano. Qualcuno si è comportato da professionista e altri no. Tra qui a una settimana cominceremo a mettere le regole. Regole e disciplina sono le due cose fondamentali del calcio. Senza quelle, puoi anche essere la squadra più forte al mondo ma non vinci le partite». —
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