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Giovenzana: «Realtà innovativa non solo sul territorio nazionale»

A.L.
Giovenzana: «Realtà innovativa non solo sul territorio nazionale»

L’ex giocatore della Panini fondatore nel 1985 con Andrea Nannini  della Scuola di Pallavolo: «Mai avrei pensato ad uno sviluppo così...» 

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l’intervista

Seppure il fulcro dell’attività sportiva sia completamente incentrato sulle categorie giovanili, la Scuola di Pallavolo racchiude al suo interno pagine importanti della storia del volley italiano e modenese. Si parte dal nome, con l’intitolazione ad una figura unica come il tecnico Franco Anderlini, passando per due allievi che sotto la sua guida hanno portato in alto i colori gialloblù. Andrea Nannini e Rodolfo”Giobbe” Giovenzana sono, infatti, coloro che nel 1985 hanno dato vita alla società ed in particolare quest’ultimo ha vissuto praticamente per intero i 35 anni di una storia avvincente, che ha raggiunto traguardi inattesi: “Al tempo mai avremmo pensato ad uno sviluppo come poi è avvenuto negli anni. Basta citare due episodi che non avremmo mai immaginato a livello europeo: il workshop sui progetti innovativi del mondo sportivo in cui siamo stati invitati al fianco di realtà come Barcellona e Real Madrid per il calcio e la convocazione dalla federazione francese all’assemblea generale di tutte le regioni in cui ci è stato chiesto di illustrare il nostro progetto. Queste chiamate ci hanno riempito d’orgoglio tutti, dal primo all’ultimo che ha lavorato per costruire una realtà innovativa sul territorio nazionale e non solo”. La Scuola di Pallavolo, infatti, non è solo sport come sottolinea lo stesso Giovenzana: “Si parla di professionalizzazione dei ruoli, ma noi abbiamo anticipato i tempi e ci troviamo già ad aver soddisfatto bisogni che escono prepotentemente in questo momento. Poi il concetto di società inteso come famiglia da vivere in tutte le sue sfaccettature è rimasto inalterato pur passando da 25 a 1500 ragazzi coinvolti nella pratica sportiva e con tanta gente che lavora a tempo pieno”. Il Covid-19, però, è una delle sfide più dure da vincere anche se la ricetta è chiara: “Il futuro sarà diverso e andrà affrontato tutti insieme, condividendo nuovi percorsi. Insieme si può uscire se tutti facciamo la nostra parte, dal rispetto dei ruoli e delle regole non pensando che tutto sia finito. Servono proposte condivise sul territorio da tutti i punti di vista, partendo da quello politico fino alle famiglie. Una catena è forte e non si spezza quando tutti fanno del loro meglio, senza lasciare falle o punti deboli”. —

A.L.

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