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Squinzi, il testamento sportivo: «Prendetevi tempo, ma voglio il Sassuolo in Champions»

stefano aravecchia
Squinzi, il testamento sportivo: «Prendetevi tempo, ma voglio il Sassuolo in Champions»

L’ultima intervista pubblica del "dottore" il giorno della presentazione del Mapei Football Center 

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Lunedì 10 giugno 2019. Da pochi minuti è terminata la presentazione del Mapei Football Center, il grandioso centro sportivo ultimo regalo della famiglia Squinzi a Sassuolo e al Sassuolo. Il “dottore”, seppur debilitato dalla malattia che quattro mesi dopo se lo porterà via, è appoggiato al tavolo dei relatori mentre guarda giocare con occhi adoranti i tre nipotini. «Morini, per favore ci può portare tre palloni per i bimbi?» - chiede la moglie Adriana Spazzoli -. Squinzi si guarda intorno, orgoglioso della sua famiglia, ma anche di quanto fatto per il Sassuolo Calcio. Che prese nel 2002 in C2 - convinto ad entrare nel calcio dalla tenacia di Sergio Sassi e Carlo Rossi - portandolo fino in Serie A e in Europa. Fedele al suo motto “mai smettere di pedalare” «l’obiettivo - disse Squinzi - è sempre lo stesso: che squadra e allenatore si prendano pure il tempo necessario, ma voglio che il Sassuolo stia stabilmente nelle prime cinque, sei, sette squadre del campionato. Il che significa arrivare in zona Europa League e, prima o poi, conquistare l’accesso alla Champions League». Parole dell’ultima intervista pubblica del patron, che hanno assunto il valore di testamento sportivo. «A Giovanni Carnevali lo ricordo spesso che l’obiettivo è la Champions e per questo ogni anno la squadra va migliorata. Con lui il Sassuolo è in buone mani, così come va ringraziato il presidente Rossi: Carlo, come Remo Morini, c’è sempre stato e sempre ci sarà. De Zerbi? È un allenatore super, siamo contenti di averlo scelto e di tenerlo con noi. Dite che ho fiuto per gli allenatori? Può essere che sia così. C’è Allegri libero? È vero, ma... pagate voi?» - rivolto ai due cronisti della Gazzetta che lo incalzavano -. È questa l’ultima immagine impressa nella nostra memoria di Squinzi, imprenditore di successo planetario con la sua Mapei, multinazionale di chimica per edilizia, e artefice principale del miracolo Sassuolo, piccola realtà calcistica catapultata nell’olimpo del calcio. Nell’anno del Centenario la società neroverde ha deciso di intitolargli la via d’accesso al “suo” Mapei Football Center e alla moglie Adriana il campo in erba sintetica. Il minimo per due persone che hanno saputo creare un modello di calcio invidiabile, un "format" di sana gestione sportiva diventato d’esempio per tutti.—


 

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