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Sassuolo, un anno senza patron Giorgio Squinzi

Paolo Seghedoni
Sassuolo, un anno senza patron Giorgio Squinzi

Carnevali: «Ha lasciato un vuoto immenso, ma il suo esempio è sempre vivo». Stamattina verrà ricordato al Mapei FC

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Un anno senza Giorgio Squinzi. Era la sera del 2 ottobre 2019 quella della morte a 76 anni del dottore, patron della Mapei e del Sassuolo, l’imprenditore che ha saputo far crescere l’azienda di famiglia fino a diventare un colosso multinazionale e una piccola società calcistica di C2 fino all’Europa. I successi sportivi di Squinzi sono legati in prima battuta al ciclismo, con la Mapei che a livello internazionale ha vinto tantissimo, e poi nel calcio. La sponsorizzazione della nazionale italiana nei mondiali vincenti del 2006 è stata importante, ma in realtà Squinzi (grande tifoso del Milan) era già entrato nel Sassuolo coinvolto, quando la società neroverde era in serie C2, da Sergio Sassi e da Carlo Rossi che diventò il presidente del Sassuolo proprio dall’ingresso in società di Squinzi.

Questa mattina la squadra e la società lo ricorderanno al Mapei Football Center, fortemente voluto da Squinzi, con un momento di raccoglimento e preghiera. Il ricordo commosso dell’amministratore delegato Giovanni Carnevali: “È sempre viva la sua presenza e il suo esempio, una presenza e un esempio che continuano a spronarci per raggiungre il massimo degli obiettivi lavorando con serietà senza aggirare gli ostacoli. Il suo era uno stile incisivo che ha saputo trasformare una storia bella in una indimenticabile, con la passione sua, della famiglia e di tutto il gruppo Mapei. C’è un grande vuoto, ma è riempito dalla preziosa eredità che ci ha lasciato e che siamo chiamati a portare avanti. Cerchiamo di valorizzare questo sogno sportivo che è nato dalla lungimiranza di una persona coraggiosa e inimitabile e che ci manca veramente tanto”.

Col Sassuolo Squinzi - che è stato anche presidente di Confindustria dal 2012 al 2016 - ha raggiunto il massimo campionato e l’Europa, con le sfide a mostri sacri del calcio continentale come Stella Rossa Belgrado o Athletic Bilbao. E proprio lanciare il Sassuolo in una dimensione europea è sempre stato il grande sogno di Squinzi che ha avuto il merito di saper motivare sempre atleti e tecnici oltre ad avere le idee chiarissime sulla società. Un anno senza Squinzi e senza sua moglie, Adriana Spazzoli scomparsa poche settimane più tardi. Eppure il Sassuolo ha continuato a camminare, anzi a pedalare come diceva il dottore. ‘Mai smettere di pedalare’ era il suo motto e il Sassuolo, grazie ai figli Veronica e Marco e alla Mapeti, sta continuando a macinare chilometri e a scalare vette. La prossima? Tornare a giocare in Europa. —

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