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Braiati: «Se non vogliamo chiudere bisogna rispettare le regole»

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i primi casi di covid nel parmense tra i Dilettanti 

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Domenica si sono registrate le prime partite di calcio dilettantistico rinviate in Emilia Romagna. E non per maltempo (che ha colpito sì pesantissimo, ma altrove). Per Covid. Tutto pare nato dal fatto che un gruppo di più o meno giovani calciatori di alcune squadre del Parmense, anche di alto livello, ha dato vita a una “reunion” probabilmente numerosa (si dice per un’asta del fantacalcio…), e senza particolari attenzioni alle norme di protezione, con la partecipazione straordinaria di uno o più positivi (evidentemente inconsapevoli di esserlo). Il risultato è stato lo svilupparsi di un focolaio che poi i partecipanti hanno diffuso all’interno delle rispettive squadre, contagiando compagni e altre figure dello staff. Conseguenza: saltate Piccardo Traversetolo-Bibbiano e Felino-Colorno in Coppa di Eccellenza, altre due gare in quella di Promozione ed una in Coppa Emilia di Prima. Una vicenda che ha fatto drizzare e non poco le antenne in seno al Crer, come si evince da una sorta di appello che lancia il presidente Paolo Braiati. “Bisogna – dice Braiati – che stiamo tutti attenti ad assumere comportamenti più sobri nella vita privata, altrimenti non ne saltiamo fuori. Questo ovviamente non vale solo nel calcio, che anzi in certe situazioni è l’ultima delle cose, ma io ho il dovere di guardare al mondo che rappresento, e ho il timore che una seconda stagione consecutiva sospesa o addirittura annullata il nostro sistema farebbe fatica a sostenerla.

Che si sia nell’ottica di un giro di vite generale è evidente, dalla chiusura anticipata di bar e ristoranti alle mascherine all’aperto…; se non vogliamo essere noi i prossimi a dover chiudere dobbiamo essere tutti responsabili, e mi auguro che le società sensibilizzino i loro calciatori, specie più giovani, sui comportamenti da tenere”. La vicenda segue di pochi giorni quella, sempre in area parmense, della richiesta di undici società della locale Seconda di posticipare a novembre l’inizio del torneo, richiesta respinta dalla presidenza del Crer con la motivazione che non sussistevano situazioni particolari e diverse che altrove in regione per procrastinare l’inizio dei campionati. “Anche un epidemiologo – commenta al proposito Braiati – ha affermato che se le società attuano i protocolli indicati un campo di calcio, spogliatoi compresi, è uno dei luoghi più sicuri che ci sono. E’ assolutamente necessario che i campionati partano oggi che ci sono le condizioni per farlo, perché domani non sappiamo se queste saranno le stesse. Il mio comitato sarà comunque pronto a decidere di rinviare partite anche la domenica mattina se una società ci dovesse segnalare di avere anche solo il sospetto di un positivo tra le sue file. Sperando naturalmente che nessuno ne approfitti per fare il furbo…” —

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