Alex Rizzo, l’arma letale della Pieve Nonantola: «Siamo una gran squadra»
Lo diciamo piano, lo scriviamo con tutte le precauzioni del caso: il nuovo DPCM consente la presenza contingentata di pubblico nelle partite dei dilettanti. Torniamo però a domenica scorsa, uno degli uomini della prima sfida di campionato è stato certamente lui. Un giovane ormai esperto, perché nei suoi 22 anni le annate importanti non sono mancate in categorie superiori alla Promozione. Da due anni alla Pieve Nonantola, avete capito di chi stiamo parlando? Se ancora è troppo difficile, vi diciamo che nella trasferta di Casumaro è stato il match winner. Abbiamo intervistato Alex Rizzo, peccato solo non poter vedere la perla da tre punti in qualche filmato caricato sui social.
Non siamo riusciti a trovare il video del tuo gol da tre punti di domenica, ce lo racconti?
“Minuto 86: Natali attacca la difesa centralmente a palla scoperta, parto sul filo del fuorigioco. Il lancio di Simone è con il contagiri: ho quel millesimo di secondo per vedere il portiere a metà strada, pallonetto di esterno destro sul secondo palo”.
Come cambiamo le abitudini nei dilettanti col virus?
“Il virus ormai è burocrazia da rispettare. Ci saranno comportamenti da mettere in pratica, e lo faremo. Non è un problema di protocolli, li rispetteremo dalla A alla Z senza nessuna lamentela. La Pieve fin dal primo allenamento come società è stata impeccabile dal lato della sicurezza, ora lasciateci giocare a calcio”.
A chi dice che la Pieve Nonantola è la favorita del girone cosa rispondi?
“La favorita è chi vince alla fine. Siamo una grande squadra e un grandissimo gruppo, quello è certo. Daremo il massimo per raggiungere l'obbiettivo, che non nascondo sia quello di vincere il campionato”.
La squadra è cambiata, cosa ti fa ben sperare per la stagione?
“La prima cosa che vi dico è la vittoria di domenica. Domini tutti la partita e vai sotto, ma poi con forza di volontà, equilibrio e anche un pizzico di fortuna riesci a recuperare e a portarla a casa. I ragazzi nuovi che si sono aggiunti fanno la differenza, in ogni reparto è una guerra. In settimana ci si gioca il posto, una sana competizione che ha alzato l'asticella notevolmente”.
Modica è ancora un signor giocatore o gli consigliamo di smettere?
“Modica fa paura, mi dispiace di averlo visto solo over 30. Il nostro capitano è l'uomo di cui una squadra e un gruppo come noi ha bisogno”. —
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