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Ferretti: «La mia seconda vita nel Carpi»

Fabio Garagnani
Ferretti: «La mia seconda vita nel Carpi»

«Mi dispiace non aver vissuto tutta l’avventura degli Immortali. Sono felicissimo di essere tornato in biancorosso» 

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La seconda vita in biancorosso di Andrea Ferretti è iniziata come meglio non poteva, col pane dello ‘Squalo bianco’: il gol, segnato contro l’Arezzo. E’ il gennaio di 2012 quando mette per la prima volta gli scarpini dentro al Cabassi, dove ha giocato per tre stagioni. Quell’anno, un suo gol col Sorrento apre le porte della sfortunata finale del Braglia contro la Pro Vercelli. Anche lì va in rete, ma non serve a nulla. Se non ad esser confermato. La stagione successiva, quella della promozione in B, si gioca il posto con Arma e Kabine ma il ginocchio lo tradisce a fine andata. In quella dopo, proprio mister Stefano Vecchi, avversario di domani, gli concede qualche minuto in Coppa Italia, poi viene ceduto. L’attaccante si ricorda molto bene di quegli anni: «Io non me ne sarei mai andato – ha detto il giocatore di Montecchio Emilia – perché stavo benissimo e a pensare alle sensazioni che provavo nel giocare ancora mi vengono i brividi». E’ un piccolo rammarico della sua carriera: «Avrei potuto giocarmi le mie carte. Con un Direttore come Giuntoli e con gli allenatori che son passati avrei potuto far bene anche in altre categorie. Però non rinnego nulla di quello che ho fatto dopo il Carpi». Rammarico sì, ma nessun rancore verso Vecchi: «Sapeva benissimo quello che potevo dare, ma venivo da una operazione al ginocchio e loro, anche giustamente, hanno fatto altre scelte. Hanno preso Sgrigna che era un signor giocatore e poi Jerry Mbakogu che li ha portati in Serie A, e ancora Inglese». Poi aggiunge sorridendo: «Ma domani al mister un dispetto proviamo a farglielo». A 34 anni la sua è anche una scelta di vita, che gli permette di vivere in modo diverso anche gli affetti familiari: «Io sono felicissimo di esser qui e lo è anche la mia famiglia tanto che mia moglie quando ha saputo la notizia e ho firmato si è messa a piangere. Ho fatto la risoluzione perché mi avevano detto di aspettare e sono stati di parola». Senza particolari obiettivi: «Ho parlato col Direttore e i presupposti sono un campionato tranquillo e salvarsi. Non parlerei troppo presto. E’ una attimo perdere due o tre partite e trovarsi giù. Partirei con tanto entusiasmo e mi fermerei lì». Ferretti aveva già assaporato il ritorno lo scorso gennaio, «poi il Carpi prese Cianci». Nella città dei Pio ritrova anche un amico, con cui condivide la scelta di vita perché la vicinanza di casa gioca un ruolo anche nella scelta di Simone Gozzi: «Abbiamo giocato insieme nella Beretti della Reggiana, squadra di cui era il capitano. Ci conosciamo da una vita e prima di venire l’ho chiamato. Il mister ha una sua idea e mi piace. Ho già giocato a Pavia con quel modulo e i risultati si sono visti». —





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