Caso Baranowicz, Pedrini si schiera con Callipo
«Il regolamento è chiaro». E sul mercato: «Due società hanno gonfiato i prezzi di mercato, così non si può andare avanti»
Il caso Baranowicz scuote la Superlega e Catia Pedrini si schiera al fianco del patron di Vibo Valentia, Pippo Callipo, non risparmiando qualche frecciata a Piacenza, squadra che sta cercando di ingaggiare il palleggiatore, e alle altre big Civitanova e Perugia per quanto riguarda il mercato. La vicenda di Baranowicz, con un passato anche a Modena, è esplosa la scorsa settimana quando la Gas Sales, in vista del match contro la Leo Shoes di coach Giani, si è interessata al giocatore, ma per portare a termine l’operazione necessitava del nulla osta dell’ultimo club in cui ha militato vale a dire Vibo. Il regolamento federale sui tesseramenti, infatti, prevede per quest’anno che fino al 31 ottobre gli atleti siano tesserabili proprio dall’ultimo club che ne deteneva il cartellino e solo dopo tale data siano liberi sul mercato. Dopo i fatti della primavera, con il mancato accordo sul taglio del 30% dei compensi, lo stesso palleggiatore avrebbe chiesto di non essere tesserato da nessuno e la società nella persona del patron Callipo ha deciso di non tesserare nuovamente Baranowicz che dunque sarà svincolato solo dall’1 novembre. In tutta queste querelle è intervenuta, appunto, la presidentessa di Modena Volley con un lungo post su Facebook in cui prende le difese del presidente calabrese: “Conosco Pippo Callipo, abbastanza bene da dire che se il mondo avesse più persone come lui avremmo un mondo migliore. Spiace per Piacenza, per Lollo (Bernardi, tecnico biancorosso ndr), per il buon senso se mai esistesse. Ma qui ci si trova di fronte ad una questione in cui si sono usati, a sproposito, toni e modi sopra le righe. Troppo per quello che è il nostro mondo. Callipo ha trovato qualche proiettile vicino all’auto: è realmente sensato che possa arretrare di fronte alla cialtroneria? Un uomo irreprensibile? Ne fa una questione di principio? In effetti i principi non esistono quasi più. Quasi. Ma si è sentito offeso e la sua dignità non va messa in discussione”.
Catia Pedrini tocca poi anche il tema del mercato, chiamando in causa Civitanova e Perugia: “Due società hanno gonfiato i prezzi di mercato del 30/40% in tre-quattro anni. La pallavolo a parte per Perugia e Lube non è più sostenibile. Ora pare che Piacenza possa o voglia partecipare a questa asta dissennata. Benissimo. Ma che non si tocchi il nome di Pippo Callipo. Che tutti, prima, si sciacquino la bocca col sapone di Marsiglia. Poi giochino, come sanno, come possono, come vogliono. Resteranno in due forse tre, forse quattro. Buona fortuna”. —
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