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serie c 

Sodinha: «Questo Modena è padrone del proprio destino»

Federico Sabattini

«Dove possiamo arrivare? Dipende da noi, il gruppo è unito e concentrato sull’obiettivo. Ho perso 10 chili da agosto, sto bene e so cosa posso dare»

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Tre presenze e un gol spettacolare su punizione contro la Vis Pesaro in queste prime sei giornate di campionato per Felipe Sodinha, al debutto da titolare e migliore in campo nel match casalingo di mercoledì sera con la Feralpisalò. Nonostante la mancata vittoria, che sarebbe stata ampiamente meritata per il gioco espresso e le numerose occasioni da gol create, l’attaccante brasiliano ha dimostrato di essere un lusso per la categoria compiendo giocate di alto livello a favore dei compagni di reparto e rendendosi pericoloso per la difesa avversaria in ogni azione offensiva del Modena. Tra consapevolezza dei propri mezzi tecnici e fisici e tanta voglia di tornare in campo per conquistare un risultato positivo in quel di San Benedetto del Tronto, insieme a Felipe Sodinha abbiamo fatto il punto della situazione in casa gialloblù.

Un solo punto conquistato nelle ultime due partite contro Matelica e Feralpisalò. Cosa è mancato al Modena per ottenere qualcosa in più?

«Al di là del risultato finale, sono state due sfide completamente diverse: contro il Matelica abbiamo lottato fino alla fine nonostante l’inferiorità numerica e se avessimo trovato il gol del pareggio probabilmente l’avremmo anche vinta, contro la Feralpi invece la squadra ha disputato un’ottima gara ed è mancato solo il guizzo decisivo per portare a casa i tre punti. A livello di prestazione siamo sulla strada giusta e quindi dobbiamo continuare così».

Da quali aspetti positivi bisogna ripartire e quali invece migliorare in vista delle prossime giornate?

«Il fattore positivo è che stiamo facendo bene e la sensazione dal campo è che la squadra sia compatta, unita e determinata per raggiungere i propri obiettivi. Trovando la lucidità necessaria sottoporta e segnando dunque più gol, sono convinto che arriveranno risultati migliori e raccoglieremo più punti».

Contro la Feralpi ti sei guadagnato la maglia da titolare per la prima volta in stagione, come giudichi la tua prestazione?

«Era la prima da titolare dopo molti mesi, sono contento di essere partito dall’inizio e della prestazione offerta. Fisicamente mi sento bene, ero nel vivo di ogni azione e ho toccato molti palloni, è stata sicuramente una prestazione positiva ma so quello che voglio e posso dare a questa squadra. E’ giusto puntare a migliorare e crescere sempre di più».

Tantissimi i falli commessi dai giocatori avversari e pochi fischi da parte dell’arbitro. Un giocatore del tuo talento si sente poco tutelato da questo punto di vista?

«Tutelato o meno, calciatore e arbitro hanno due compiti diversi. Non sono un giocatore che si lamenta, ogni scelta dell’arbitro è dettata dalla sua capacità e dal buon senso: tutto il resto non mi interessa».

Come stai fisicamente? Cosa ti manca ancora per arrivare al 100%?

«Mi sento bene e sto crescendo sempre di più. Ho perso 10 kg da agosto ad oggi e ho saltato solo un paio di allenamenti. Non penso ad arrivare al 100%, ma penso e lavoro giorno dopo giorno per poterci arrivare nel più breve tempo possibile».

Domenica trasferta sul campo della Sambenedettese, un’altra partita difficile contro un avversario pericoloso. Che match ti aspetti?

«Quest’anno ogni partita sarà tosta e piena di insidie. La Sambenedettese è una buona squadra con singoli e collettivo di alto livello, mi aspetto una gara difficile ma alla nostra portata perché abbiamo dimostrato di potercela giocare alla pari contro chiunque. Noi comunque dobbiamo pensare a noi stessi e continuare sulla strada intrapresa».

10 punti ottenuti nelle prime 6 giornate, questo Modena dove può arrivare e quali formazioni bisogna temere?

«Arriveremo dove noi decideremo di arrivare, attraverso continuità di prestazioni e vittorie. L’obiettivo è mantenerci il più in alto possibile, tutti vogliono vincere e nessuno gioca solo per partecipare. Il mio pensiero però è che dobbiamo pensare più a noi stessi e meno agli altri. Temiamo e rispettiamo tutte le squadre del nostro girone, ma faremo in modo che anche loro possano temerci».

La forza del gruppo potrà essere un’arma vincente? Chiunque scenda in campo, titolari e riserve, danno sempre il massimo.

«Sicuramente sì. Il gruppo conta tanto e se ogni componente mette a disposizione della squadra le proprie qualità tecniche, fisiche e umane il Modena ne trarrà un grande vantaggio per disputare un campionato importante». —



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