Enrico Freddi: «Che amarezza un anno intero senza rugby»
Un anno senza rugby. È un triste primato quello del movimento ovale italiano, sancito dalla decisione di lunedì scorso del Consiglio Federale della FIR, che ha annunciato lo slittamento dei campionati nazionali al 24 gennaio 2021. Per le squadre modenesi il digiuno durerà quindi un anno, visto che l'ultima gara ufficiale del Giacobazzi Modena risale al 16 febbraio e quella degli Highlanders addirittura al 26 gennaio. Inevitabile che lo sport di contatto per eccellenza subisse il contraccolpo peggiore da un virus che ha proprio nel contatto e nella vicinanza i suoi principali veicoli di trasmissione, ma a Collegarola, Formigine e Carpi l'amarezza è tanta per una stagione che non si sa se finirà ancora prima di partire: «Non siamo sorpresi della decisione della FIR – spiega Enrico Freddi, presidente del Modena Rugby 1965 –, sapevamo che se il numero di contagi non fosse calato il rinvio al 2021 sarebbe arrivato. La speranza di ricominciare c'è, ma alla speranza si accompagna la ragione: la ripresa dei campionati dipenderà dall'andamento dell'epidemia, impossibile ad oggi fare previsioni. È evidente che il nuovo rinvio cambia lo scenario: pur nelle limitazioni continueremo a fare attività, sia seniores che giovanile, il nostro obiettivo è mantenere vivo l'attaccamento al nostro sport e al club, continuare ad avere ragazzi che giocano a rugby».
Uno stop particolarmente doloroso per gli Highlanders, che dopo gli investimenti di inizio stagione (su tutti il nuovo campo di Sant'Antonino) erano ripartiti con grande entusiasmo: «Questa situazione – precisa Daniele Cantarelli, presidente-giocatore dei gialloneri di Formigine – rallenta il nostro processo di crescita, la società ha fatto degli sforzi e sarebbe stato gratificante avere già i primi riscontri. Bene ha fatto la Federazione a prendere una decisione senza aspettare troppo tempo, dando la possibilità alle società di riorganizzare l'attività. Cercheremo di dare stimoli nuovi sia al gruppo seniores sia ai ragazzi delle giovanili, oggi la vera sfida è quella. Sulla serie B mi chiedo come si farà a concludere il campionato, iniziando il 24 gennaio e con sole 18 domeniche a disposizione».
Scendendo di categoria, la sinfonia non cambia: «Non siamo stupiti, ma un po' delusi – dice Stefano Bolognesi, presidente del Rugby Carpi, la cui Prima squadra gioca in C2 – e non tanto per il rinvio, ma per il nuovo protocollo che quasi riporta gli allenamenti alla situazione di giugno. Il campo è come la scuola: tutto è regolamentato e, seguendo i protocolli, le occasioni di contagio sono molto ridotte. Siamo fiduciosi che non ci siano ulteriori rinvii e si debba tenere duro ancora poche settimane, in modo da riprendere a fare contatto già nel corso del prossimo mese. Se così non fosse, sarebbe davvero dura ripartire anche a gennaio». —
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