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Permessi allenamenti individuali e all’aperto Sanguanini (Crer): «Boccata d’ossigeno»

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Dopo lo stucchevole balletto degli ultimi due giorni (ministro dello sport Spadafora sì, Ministero dell’Interno no, premier Conte alla Camera sì…), ieri la Figc, su avvallo naturalmente degli organi governativi competenti, ha finalmente chiarito la questione: gli allenamenti calcistici si possono svolgere, ovviamente a determinate condizioni. La nota emanata ieri dalla Segreteria Generale della Federcalcio, e puntualmente diffusa dal Crer sul proprio sito, in proposito recita infatti che “In relazione alle competizioni di livello provinciale e regionale e all'attività di base, attualmente sospese, è consentito esclusivamente lo svolgimento di allenamenti all'aperto e in forma individuale, nel rispetto delle norme di distanziamento e delle altre misure di cautela, anche con la presenza di un istruttore/allenatore”. Una dicitura che declina in modo finalmente chiaro quel generico ”allenamenti individuali” presente nell’ultimo DPCM del 24 ottobre scorso, che aveva dato adito a numerose interpretazioni. “Una precisazione – commenta il vicepresidente del Crer Dorindo Sanguanini – che attendevamo fortemente e che se non ci dà respiro è almeno una boccata d’ossigeno rispetto al peggio che poteva essere. Oltre infatti a consentire una ripartenza pressochè immediata dei tornei al momento in cui ne verrà decretata la fine della sospensione, questa decisione mi sembra importantissima soprattutto per il nostro calcio giovanile, per due motivi: permette alle società di proseguire un’attività e di non dover restituire o rinunciare a quote versate per i ragazzini; consente di continuare a fornire un servizio che non è solo di attività sportiva ‘controllata’ ma anche educativo e formativo, che molti genitori fortemente richiedono. Ovviamente speriamo che questa apertura serva, ma per saperlo bisognerà aspettare qualche settimana e riscontrare che le ultime restrizioni abbiano avuto effetti positivi sula pandemia; in caso contrario, rischieremmo di andare incontro a un giro di vite ancora maggiore e non sarebbe contato nulla…”. —

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