Personale, dispositivi e macchine, sponsor in fuga: conto salato per le società
Ballotta: «Si può reggere solo se ripartiamo». Chezzi: «10mila euro per il protocollo, entrate in calo». Arginelli: «Sarà un anno di sacrifici»
Spese per prodotti, macchinari e dispositivi, ma anche rimborsi chilometrici per atleti e tecnici con, al tempo stesso, ricavi sempre minori a causa dei cali di sponsorizzazione e, magari, di iscritti al settore giovanile. Poi ci sono le spese d’iscrizione ai campionati, le spese per il rinnovo dei cartellini e un’attività che dai sei, sette mesi originali potrebbe allungarsi anche fino a dieci con conseguenti maggiori oneri. Fare calcio, ma in generale sport, ai tempi del Covid-19 diventa sempre più complicato e tantissime società a Modena ed in Italia rischiano di veder gettati al vento investimenti anche ingenti per proseguire l’attività rispettando i protocolli di sicurezza che avevano consentito la ripresa di allenamenti e competizioni. L’ultimo Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha di fatto bloccato la quasi totalità del dilmovimento ettantistico che faticosamente si era rimesso in moto dopo l’estate.
Le preoccupazioni sono tante, dalla salute agli aspetti più strettamente economici, come ci hanno raccontato alcuni dirigenti del nostro territorio a partire dal presidente del Castelvetro, Marco Ballotta, che del calcio ha fatto la sua vita: “Per quanto ci riguarda ad oggi facciamo fatica a quantificare le spese sostenute a causa del Covid-19 che, però, non sono state esagerate. Se si tratta di uno stop di un mese può andare bene perché non sarà un danno esagerato, se si prolungherà parecchio, invece, bisognerà fare un po’ di conti e valutare la situazione. I costi riguardano la sanificazione delle strutture, degli spogliatoi, ma anche l’impiego di persone atte a far rispettare i protocolli. La nostra attività va mediamente dalle 15-15,30 fino alle 20 ed in questo lasso di tempo serve qualcuno che si occupi delle varie mansioni necessarie. Per la parte sportiva è anche difficile vivere questo momento in cui puoi allenarti individualmente, ma non giocare. Per me è un controsenso come ce ne sono stati tanti, non ho visto una linea ben precisa ed inoltre credo che qualcuno una mano dal Governo dovrà darcela”.
Sulla stessa linea per quanto riguarda la richiesta di aiuti anche Paolo Chezzi, presidente della Virtus Castelfranco: “Speriamo ci venga riconosciuto qualcosa perché abbiamo fatto investimenti per macchinari, acquistare dispositivi come i termometri per la misurazione della temperatura oltre alla sanificazione continua. Penso che si possano quantificare circa diecimila euro di spese, a fronte anche di un calo del 30-40% degli sponsor, oltre ai costi d’iscrizione ai campionati che sono diminuiti, ma abbiamo già pagato, a quelli per i cartellini e i materiali da dare ai ragazzi. Personalmente, poi, quest’estate avevo detto che per me sarebbe stato difficile giocare e questo si sta verificando, non so come andrà a finire. Fortunatamente, per il momento, per quanto riguarda le giovanili non vedo un calo dei ragazzi nelle varie squadre se non nelle categorie dei più piccoli dove, magari, c’è un po’ più di timore da parte delle famiglie”.
Più speranzoso e positivo, invece, il dg del Formigine, Roberto Arginelli: “Abbiamo speso soldi in attrezzatura per sanificazione, poi come per tutti sono calati gli sponsor, mentre nonostante lo sconto che abbiamo fatto ai ragazzi sulle quote per i mesi non usufruiti della scorsa stagione le conferme sono state tante e gli incassi buoni. Forse dirigendo anche un’azienda che deve fare i conti tutti i giorni con questa situazione del Covid-19 penso che per il momento il danno economico sia limitato, di sicuro sarà un anno di sacrifici. La cosa principale, però, è che non penso si possa giocare in questa situazione d’incertezza e con questo protocollo. Basta un positivo o un contatto con un positivo per finire in quarantena e dirigenti ed allenatori che lavorano non possono permetterselo. Noi finora ci siamo gestiti bene con gli allenamenti e le poche partite fatte perché pur avendo un impianto vecchio abbiamo quattro spogliatoi, ma penso sia il caso di fermarsi e ripartire quando le cose saranno più tranquille, anche a febbraio perché poi i tempi per concludere ci saranno. Sicuramente si dovrà giocare fino a giugno”. —
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