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La favola di Ettore Seghedoni re d’Europa nel body building

Gabriele Farina
La favola di Ettore Seghedoni re d’Europa nel body building

Dagli inizi nel 2016 cinque ori, una coppa europea e il tesserino da professionista «Il premio dopo tanti sacrifici, ringrazio il mio allenatore Giacomo Goldoni» 

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Cinque ori, una coppa europea e il tesserino da professionista. Un palmares da mettere in mostra, come i muscoli. Ettore Seghedoni ha iniziato il 2020 con il sogno di diventare agonista nel bodybuilding. Il bilancio supera le attese, nonostante gli ostacoli legati alla pandemia. «Ho vinto il titolo europeo - riconosce il giovane - e sono arrivato al traguardo dopo tanti sacrifici». Sacrifici vissuti in palestra a fianco di Giacomo Goldoni, tecnico del Golden Team. «Ettore ha ottenuto risultati che a Modena non aveva mai conquistato nessuno», tributa Goldoni. Il percorso sportivo nel body building di Seghedoni era iniziato nel 2016. Quattro anni dopo, l’atleta era pronto al salto. «Avevo progettato la prima gara lo scorso maggio - riprende il giovane - ma poi è stato bloccato tutto. Durante il lockdown mi allenavo a casa, ma era complicato: fai rumore e rischi di compromettere la casa. Sono tornato in palestra tra giugno e luglio, con tutte le difficoltà annesse». In estate riprende dunque la preparazione per iniziare a gareggiare. «Io e il coach abbiamo deciso di provare - aggiunge Seghedoni - anche se non avevo la mentalità al 100% come a gennaio, quando tutto sembrava possibile. Abbiamo detto proviamo e vediamo. Siamo andati avanti, costruendo un rapporto di amicizia con Giacomo». La prima tappa è il 18 ottobre a Perugia. Il capoluogo umbro ospita i Campionati italiani. Li organizza l’Associazione italiana natural body building (Ainbb). Il “natural” è un valore su cui pone l’attenzione l’allenatore. «Gli atleti si prestano a test antidoping», sottolinea Goldoni. Seghedoni dimentica presto l’emozione del debutto. Il bodybuilder è valutato per la massa muscolare, la definizione e l’estetica. Conquistate tre medaglie dal colore più pregiato, prende parte alla prova finale degli Assoluti. «Alla fine sono arrivato secondo - ricorda l’atleta - e il piazzamento mi ha dato un’ulteriore motivazione per andare avanti». Uno slancio in più che avrebbe dovuto fare i conti con una novità: il Dpcm del 24 ottobre. Sabato 31 c'era in palio il titolo europeo, all'Hotel Giò di Perugia. Intanto, il decreto firmato dal premier Giuseppe Conte istituiva lo stop alle palestre. «Ho molto dubitato di avere la forza d’animo di andare avanti - assicura il giovane - ma Giacomo mi ha sempre sostenuto, come ha fatto la mia ragazza. Ci sentivamo tutti i giorni e passavo in negozio da lui per un confronto. Il nostro motto era diventato: “Andiamo avanti, giorno dopo giorno”. Mi allenavo a casa con i pesi presi durante il lockdown, poi sabato sono andato a Perugia». La terra umbra porta di nuovo bene all’atleta. Gli ori nell’Under 23 e nell’Open Class 2 aprono le porte all'ingresso nella finale assoluta. «È stato uno scontro all’americana - ripercorre il giovane - in cui era chiesta una posa ai nove atleti sul palco. Una volta riprodotta, era eliminato un atleta e poi si continuava. Con le mascherine diventava molto difficile respirare sotto sforzo. Alla fine siamo rimasti in tre. Appena è stato chiamato il numero 50, il mio numero, dopo che non era stato eliminato nessuno, non mi sembrava vero. Non avevo sentito che ero diventato campione europeo».—

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