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De Zerbi: «Tirato poco ma prova di maturità È mancata un po’ di follia»

valentina spezzani
De Zerbi: «Tirato poco ma prova di maturità È mancata un po’ di follia»

Il tecnico del Sassuolo: «Rammaricato perchè non si è vinto, però partite del genere si possono anche perdere» 

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L’intervista

valentina spezzani

Il Sassuolo aveva abituato tutti a segnare tre gol a partita, ieri sera le porte sono rimaste inviolate. Lo 0-0 con l'Udinese da una parte è una conquista (gli anni scorsi match come questi i neroverdi li hanno persi), dall'altra è una delusione. Il secondo posto in classifica è salvo, il primo, temporaneo, è quantomeno rimandato. A lasciare perplessi è che la squadra vista ieri sera non sembra nemmeno parente di quella vista al San Paolo: «Il calcio cambia a seconda delle partite – spiega Roberto De Zerbi – la gara bisogna interpretarla nella maniera giusta. Io sono rammaricato del fatto che non abbiamo vinto e non abbiamo tirato in porta come in altre partite, ma sono contento perché abbiamo fatto una gara di maturità assoluta. Nel calcio per giocare bisogna essere in due, se gioca solo una squadra, il rischio è che questa subisca una ripartenza in contropiede e prenda gol. Di partite come questa ne giocheremo ancora nel nostro percorso, e non dobbiamo prendere neanche un contropiede e un tiro in porta come è accaduto con l'Udinese. Dobbiamo migliorare negli ultimi venti metri, nel dettaglio, dettaglio inteso come contro movimento, come postura corretta, come attacco alla profondità breve, questi sono i dettagli che dobbiamo riuscire a trovare, perché il grosso l'abbiamo fatto. Le grandi squadre europee che vogliono fare la partita contro squadre che si difendono a volte perdono prendendo gol in contropiede, a noi è capitato per due anni. Io ai miei giocatori avevo chiesto di accettare che potesse finire 0-0 se volevamo vincerla. Abbiamo tirato poco, siamo stati perfetti nei primi settanta metri, negli ultimi trenta potevamo fare meglio. Cosa serve per fare gol contro questi avversari? Follia, spirito di iniziativa, responsabilità, negli ultimi metri ci vogliono queste cose, per il resto non posso rimproverare niente, ed è vero anche che qualche giocatore tra quelli davanti non sta benissimo. Non abbiamo una torre in squadra perchè verrebbe esclusa dalla nostra modalità di gioco, è chiaro che se non c'è la chiave per vincere queste partite sono gli smarcamenti tra le linee, gli uno-due, palla addosso a chi sta in posizione più avanzata andando sotto per ricevere lo scarico, attacco alla profondità orizzontale e poi verso la porta... sono tutte cose che i miei ragazzi sanno fare. I giocatori di qualità in queste partite, con gli spazi stretti, si dovrebbero esaltare».—



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