Armaroli: «Sì, eravamo pronti, dispiace molto per le ragazze e lo staff»
«C’è grande attesa per il debutto nella nuova categoria, ma siamo in sintonia con tutto quello che sta succedendo»
Dovrà attendere almeno fino a gennaio l’Amati Pietro Villa d’Oro per affrontare il suo primo campionato di Serie B1 femminile. La compagine allenata da coach Serafini ha lavorato sodo in questi mesi per presentare all’appuntamento che, però, è stato rimandato a causa dell’epidemia di Covid-19 e delle diverse restrizioni che stanno complicando anche il lavoro settimanale in palestra per tante squadre in giro per l’Italia. Un rinvio che lascia l’amaro in bocca al direttore generale Villa d’Oro Pallavolo-VGM Manuel Armaroli più per il dispiacere di non vedere ancora le proprie ragazze giocarsi sul campo la B1 che per le spese sostenute e le difficoltà di programmare una stagione così complessa.
Armaroli, che reazione avete avuto al rinvio ufficiale dei campionati di Serie B a gennaio?
«Scoccia perché per noi era la prima volta e c’era tanta voglia, ma siamo molto ligi e in sintonia con tutto quello che sta succedendo. Non vediamo nessuno scandalo perché la situazione è piuttosto complicata oltre che nuova e ci adeguiamo senza polemiche. Dispiace perché le ragazze si sono impegnate in palestra in questi mesi, con lunghi allenamenti e tanta voglia di mettersi alla prova».
Si parla anche di possibili cambiamenti alla formula del campionato. Come la pensate da questo punto di vista?
«Non c’è nessun problema in caso di revisione della formula, anche se si dovesse passare a gironcini più ristretti numericamente e territorialmente con l’idea di fare meno chilometri rimanendo il più possibile vicini a casa. Come detto dispiace più per le ragazze e lo staff tecnico, per quanto riguarda la federazione credo abbia anche sempre reagito ai decreti permettendoci con i suoi sforzi di continuare l’attività dalla prima squadra al settore giovanile grazie al suo regolamento gare. C’è una grossa attenzione da parte di tutti, lo sforzo è doppio da parte di tutti noi e lo stress dura tutto il giorno, ma è giusto che sia così se vogliamo continuare rispettando tutte le regole ed in sicurezza».
Dal punto di vista economico, delle spese sostenute per arrivare poi ad un rinvio della stagione, come la pensate?
«Da un certo punto di vista mi dà fastidio sentir parlare di spese perché i protocolli non ti obbligano a farne se non acquistando prodotti e facendo qualche giro di tamponi e test sierologici. Noi da questo punto di vista abbiamo speso per la squadra qualche centinaio di euro, ma niente di inaffrontabile per una società che si appresta a fare una Serie B».
Vi aspettavate a inizio preparazione che il campionato non sarebbe nemmeno partito?
«Visto il contesto e la situazione in Italia abbiamo iniziato la preparazione pensando di iniziare anche il campionato. Quando i contagi hanno iniziato a crescere abbiamo capito che qualche rinvio sarebbe potuto arrivare, ma solo negli ultimi tempi, con la situazione degenerata, abbiamo iniziato a pensare al rinvio a gennaio. Abbiamo svolto un lavoro cadenzato prima per partire il 7, poi il 21 novembre ed ora sicuramente sarà tutto un po’ da riscrivere, ma l’importante è che si continui a lavorare in palestra con le giuste motivazioni. Il gruppo è molto unito, ha molta voglia di mettersi alla prova e per me il nostro staff è il numero uno in Italia».
A livello di società come vivete il momento?
«Siamo attenti a tante cose e se potremo daremo ancora il nostro contributo per portare i ragazzi a fare attività in sicurezza. È un supporto che diamo mettendoci a disposizione di atleti e famiglie del settore giovanile a costo di metterci del nostro in termini di energie, protocolli e minime spese per rispettarli». —
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