Dilettanti, quelle difficili domeniche senza calcio
Nessuno riesce ad abituarsi allo stop, ma non resta che rispettare le regole e guardare al 2021 sperando di ripartire
Alessandro Ferri
Un'altra domenica senza calcio dilettantistico se ne è andata via e anche se in questo maledetto anno 2020 le giornate simili sono state tantissime accade che in realtà non si riesca mai ad abituarsi.
Il pranzo leggero, il tragitto verso il campo di gioco, lo spogliatoio, il gruppo, il rumore dei tacchetti e poi la partita. Quel calcio vero, senza il luccichio glamour dei professionisti, aspetti del calcio dilettantistico che accomunano tanti appassionati che lo praticano sul campo come calciatori o tecnici oppure lo seguono direttamente e da vicino nel ruolo di dirigenti a diverso titolo.
Tutte cose di cui dovremo ancora fare a meno per un po' di tempo, inevitabilmente vista la situazione globale.
I protocolli, rigorosamente seguiti dalle società, si sono scontrati con la realtà e con un aumento dei contagi impossibile da tracciare. Gli addetti ai lavori seguono febbrilmente gli aggiornamenti di una Federazione che ai massimi livelli non sempre è apparsa perfetta a livello di comunicazione.
La faccenda è complicata per tutti ma una maggiore capacità decisionale avrebbe tolto qualche confusione eccessiva dalla mente di molti dirigenti, che hanno necessità di regole chiare per affrontare situazioni complesse. E si tratta di gente comune, non abituata a problemi del genere. Ritrovarsi davanti una pandemia mondiale non è cosa da tutti i giorni, e sicuramente per questi mesi veder rotolare un pallone diventerà impossibile. Le speranze iniziali di ripartire a fine novembre sono già state derubricate a chimera, basta restare un attimo aggiornati per capirlo. Era poi diventato stucchevole rincorrere i rinvii, tra dietrologie tipicamente italiane e tamponi da prenotare, ferie obbligate dal lavoro e paura di essere visti come untori.
Quindi che fare di domenica? Cercare di non ingrassare eccessivamente è il proposito base di ogni calciatore dilettante. La nostra cucina sembra fatta apposta per lievitare, e poi chi lo sente il mister se si ritorna in campo zavorrati a dismisura?
Il giocatore accompagnato da presenza femminile poi deve seguire qualche regola, i negozi sono aperti a certi orari e senza la scusa della partita non si può fuggire.
Facciamoci un regalo di Natale? Seguiamo le più basilari norme di rispetto reciproco, per ritrovarci nel pacco sotto l'albero una qualche visione nitida di futuro. Stilare delle date è pressoché impossibile, provare a guardare con ottimismo il 2021 diventa l'unico modo per rendere meno pesanti le domeniche senza pallone. —
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