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Piazza: «Bello essere così in alto con Milano Modena? Può lottare per il quarto posto»

Fabio Rossi
Piazza: «Bello essere così in alto con Milano Modena? Può lottare per il quarto posto»

«L’organico è forte: dietro le grandi ci sono anche i gialloblù, ma questo dovranno riuscire a dimostrarlo sul campo»

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Se Milano vola sempre più in alto lo deve anche e soprattutto a lui: Roberto Piazza. 52 anni, protagonista dell’epopea Maxicono, in campo prima e in panchina poi, per una stagione alla guida di Modena, il tecnico di Parma sta riuscendo con l’Allianz nell’ennesimo capolavoro di una carriera che lo ha visto vincere in Italia, Russia, Grecia, Polonia.

«Siamo contenti, sì, posso dirlo, anche se abbiamo lasciato un punto a Padova. Loro sono una squadra scomoda da affrontare, noi venivano da uno stop di due settimane, gli alti e bassi sono normali in casi del genere».

Lei arriva a Milano e Milano si ritrova terza in classifica, non può essere un caso.

«Bello essere in alto in classifica, ma ci sono tre squadre fuori portata per tutti, Perugia, Civitanova e Trento. Sì, anche Trento che supererà l’inizio difficile perché ha l’allenatore più bravo in circolazione, cioè Lorenzetti».

Se ha già assegnato i primi tre posti ci dica allora chi arriverà quarto.

«Bella lotta, in tanti possono riuscirci, anche Modena, certo. Avete un organico ottimo, poi è chiaro che la Leo Shoes dovrà guadagnarselo il quarto posto».

Lei però ha vinto al PalaPanini con la sua Milano.

«A me interessavano solo i tre punti , come sempre: io di Modena ho solo stima e ammirazione. Con Catia Pedrini mantengo anche oggi un ottimo rapporto. Fino ad oggi con Milano sta andando bene, dobbiamo fare solo un piccolo salto quanto a consapevolezza».

L’attualità dice: una partita giocata su sei in questo fine settimana in SuperLega.

«Questo deve far riflettere. Io sono felicissimo che i miei ragazzi stiano tutti bene e di questi tempi non è facile poterlo dire. Siamo a Milano e credo tutti capiscano la nostra situazione. Come riusciamo a sopravvivere? Diciamo che facciamo vita “ritirata”, casa e palestra, palestra e casa, sempre. Devo ringraziare i miei giocatori che hanno capito benissimo il momento che viviamo».

Secondo Lei il campionato arriverà alla fine?

«Io credo e spero di sì, penso sia assolutamente giusto fare l’impossibile per portarlo a termine. In tutti i momenti di difficoltà nella storia, lo sport ha sempre avuto un ruolo importantissimo perché regala speranza alla gente. C’è bisogno che riusciamo a dimostrare di essere in grado di completare questa SuperLega».

Una eventuale “bolla” di cui tanto si parla può essere una soluzione?

«Non credo: e dove la fareste voi una “bolla” in Italia?».

Quale può essere allora la strada giusta?

«Io se fossi al posto di chi gestisce i club rifletterei bene sulla opportunità o meno di disputare le Coppe Europee, la sola cosa imprescindibile è concludere la SuperLega, il resto in questa situazione che stiamo vivendo è superfluo».

Che cosa manca di più a voi tecnici e giocatori?

«Risposta facile: il pubblico. Giocare in palazzetti vuoti è difficile per tutti. Pensate quanto deve esserlo soprattutto per Modena. Chi conosce la pallavolo sa bene quello che era in grado di fare la gente del PalaPanini. Sono convinto che ci fosse stato anche solo il 25% di pubblico contro la Lube, Modena avrebbe sfruttato meglio i vantaggi importanti che era riuscita a guadagnarsi»

Gli esoneri a raffica hanno contraddistinto l’inizio di questa stagione.

«Ognuno conosce la situazione che vive meglio di chiunque altro, ma quando penso a Gardini, Tubertini e a Soli rimango davvero senza parole».

Un pensiero per Modena?

«Era ed è unica e irripetibile. Abbiate fiducia e quando Vettori sarà al top tutto andrà meglio, credetemi». —



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