Locatelli punta all’Europa: «Io e il Sassuolo senza limiti»
L’azzurro: «Non dobbiamo nascondere le ambizioni, ma servono costanza e tanta umiltà. Nulla è impossibile, l’Atalanta il modello da seguire»
Il Sassuolo secondo in classifica e, ora, la Nazionale italiana: se Manuel Locatelli si guarda intorno, sente di trovarsi nel posto giusto, al momento giusto. Da quando è arrivato in terra emiliana, il centrocampista è cresciuto progressivamente, inserendosi pian piano nel sistema di gioco di mister De Zerbi e maturando a livello tecnico e caratteriale: “Avevo l’etichetta di essere un giocatore incompiuto, che non otteneva mai la definitiva consacrazione, – ha rivelato Locatelli in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport – che non era mai completo. All’inizio della carriera ho vissuto tutto troppo rapidamente, ci si attendeva che dimostrassi cose per le quali non ero ancora pronto, ora invece, passo dopo passo, sto dimostrando di essere all’altezza delle aspettative e mi sto prendendo delle belle rivincite. Ci vogliono pazienza, umiltà, costanza e tanto lavoro per raggiungere grandi risultati”.
Se Locatelli è riuscito a scrollarsi di dosso il peso delle aspettative iniziali, prendendo le redini della propria carriera, il momento di svolta è stato l’arrivo in Emilia: “A Sassuolo sono tutti genuini, sono persone che lavorano per farti stare bene, dal magazziniere al direttore. Questo gruppo di lavoro, per me, è come una famiglia”. L’ambiente ideale, dunque, ma grande merito va anche a Roberto De Zerbi: “Il mister mi ha cambiato la vita. Mi sono tolto di dosso l’etichetta precedente e, se ci sono riuscito, è grazie a lui. So di dover ancora crescere parecchio, però insieme alla squadra stiamo raggiungendo risultati importanti e stiamo migliorando”.
A Locatelli è stato ritagliato un ruolo su misura, dove lui si è trovato a suo agio, conquistando complimenti ed attenzioni da tutto il panorama calcistico nazionale e non solo: “Quello del centrocampista penso che sia il ruolo più difficile, perché deve essere il primo a difendere, aiutando i compagni, ma anche il primo a spingere affinché gli attaccanti facciano gol. Bisogna gestire la squadra in campo, guidando i compagni, scandendo i tempi e coordinando sia l’attacco che la difesa. I miei modelli sono Pirlo, da sempre il mio idolo, e Toni Kroos, che ha l’eleganza e la fantasia dei grandi giocatori”.
Ambiente, allenatore e ruolo giusto, per Locatelli si sono create le condizioni ideali, sia per contribuire a far sognare il Sassuolo, sia per meritare la maglia della Nazionale: “Con il Sassuolo, non ci poniamo limiti. Adesso siamo nel gruppo di testa della classifica, ma pensiamo partita dopo partita. L’obiettivo della squadra è stato sempre la salvezza, ma quest’anno dobbiamo pensare all’Europa, perché ce la meriteremmo, abbiamo giocatori, allenatore e società giusti. Non dobbiamo nascondere le ambizioni, ma dobbiamo avere la costanza e l’umiltà per raggiungere i nostri obiettivi. L’Atalanta, in tal senso, è un esempio, la Dea ha fatto un percorso incredibile; non so se possiamo essere come loro, ma sono sicuramente un modello da seguire, perché nulla è impossibile per nessuno”. Ora, però, la testa è per gli Azzurri: “L’esordio in Nazionale è stato il punto più alto della mia carriera fino ad ora. Era il mio sogno da bambino. Con Mancini, la squadra gioca bene, ci sono giocatori di vero talento e i risultati arrivano. Il CT sa coinvolgere tutti e crea un’atmosfera serena. Lo ringrazierò sempre per avermi fatto realizzare il sogno dell’esordio”.—
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