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Contributi a fondo perduto Solo così si salvano i dilettanti

Alessandro Ferri
Contributi a fondo perduto Solo così si salvano i dilettanti

Il ministro Spadafora rinvia almeno a gennaio la ripresa dell’attività Da Roma arriveranno altri aiuti ma a molti club iniziano a mancare le risorse

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Un’altra domenica senza calcio dilettanti, dove mancano i ritrovi al campo e la conta degli assenti per infortunio. Dove molti mister fanno pre tattica con i rivali e poi si presentano con la squadra al completo, tenendo nascoste le strategie. Mancano ancora i pranzi con la pasta in bianco e il vedersi dopo la partita, per festeggiare o provare a tirarsi su il morale dopo una sconfitta.

Si sono concluse le video conferenze della Federazione con le società modenesi, dall’Eccellenza alla Terza Categoria. La proposta di date, il varare un calendario più o meno condiviso è servito a qualcosa? Neanche 10 giorni fa il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia si era espresso per una ripartenza degli allenamenti il 4 dicembre. Molto ottimista o poco realista conta davvero nulla, dopo le parole del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

«Capisco che sarà una sofferenza ulteriore per tutto questo mondo, è bene prepararsi a una proroga di queste chiusure. Mi dispiace dare una notizia negativa ma non esistono le condizioni sanitarie per prevedere le riaperture, oggi non esistono le condizioni. Dobbiamo prepararci alla proroga delle chiusure, aiuteremo tutto il settore».

Queste frasi sul mondo dei dilettanti sono abbastanza chiare? Secondo noi sì, e fotografano una situazione simile alla prima ondata; quando il calcio dilettantistico è stato una delle ultime aperture. Molte squadre ancora si allenano, nelle modalità consentite dai decreti ministeriali, e la speranza dei giocatori sarà l’ultima a morire. Giusto sia così, per chi vive in maniera viscerale il campo, ritornarci a sporcare gli scarpini sopra è inevitabilmente un pensiero fisso.

Le società invece, insieme alla Federazione, devono provare a sopravvivere. Questo è il vero senso di questo momento, inutile disperdere energie a provare di capire quando si riparte. Sarà il virus a deciderlo, non noi. Restare in vita invece è un compito a cui pensare.

«Pensiamo poi alle società e per loro ci sarà il “fondo perduto”, per sopperire alla spese di affitto ma anche a quelle spese fatte per mettersi in regola nei mesi scorsi». Le parole di Vincenzo Spadafora vanno tradotte in fatti concreti, e la Federazione deve semplificare la vita ai dirigenti. Il 24 novembre alle ore 16 scade improrogabilmente il termine per la presentazione al Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’istanza per il contributo forfettario a fondo perduto.

Usiamo tutte le forze a disposizione per far respirare questo calcio dilettantistico, il Covid lo sta mettendo a durissima prova. —



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