Il Sassuolo trionfa a Verona e si regala cinque ore da re
Boga e Berardi proiettano i neroverdi da soli in testa alla classifica, poi nel posticipo il Milan vince e torna in vetta
VERONA
Per cinque ore il Sassuolo è stato in testa alla classifica di Serie A. Ovvero il tempo intercorso tra il trionfo dei neroverdi a Verona a quello del Milan nel posticipo serale a Napoli che ha restituito ai rossoneri il primato solitario. Ma sono dettagli. Il Sassuolo prosegue la sua marcia col vento in poppa, passa anche al Bentegodi e continua la sua corsa nei piani nobilissimi della classifica. Forte del miglior attacco del torneo con 20 graffi totali, sebbene a Verona non ci fosse bomber Caputo.
Vincere gare del genere significa essere una grande squadra. Grande perché capace di soffrire e colpire con cinismo. Grande perchè assistita dalla buona sorte ed essere stata in grado di adeguarsi al tipo di partita cambiando il binario del gioco. Sì, perchè il Sassuolo ha subìto il Verona per quasi tutta la partita, gli scaligeri hanno costruito più occasioni per segnare (quattro tra pali e traverse) ma alla fine ad essere premiata è stata la concretezza dei neroverdi, capaci di centrare la quarta vittoria esterna su quattro intascando tre punti fondamentali. A decidere la sfida del Bentegodi un gol per tempo: una magìa di Boga, la prima stagionale con un destro a giro dei suoi che si è insaccato all’incrocio, poi l'ennesimo acuto di Berardi con un violento sinistro. Prima, in mezzo e dopo questi due lampi di classe tanto Verona che, nonostante l’assenza di sette giocatori ai quali si è aggiunto il ko Kalinic dopo 38 minuti, ha di che recriminare per aver ripetutamente sbattuto contro i pali della porta di Consigli, a sua volta autore di un paio di interventi super su Dawidowicz (sullo 0-0) e Salcedo (sullo 0-2). Insomma, ancora una volta, oltre all’organizzazione di gioco, a fare la differenza è stata la qualità degli attaccanti neroverdi ma stavolta va spesa una parola anche sulla fase difensiva.
Su queste colonne, numeri alla mano, più volte abbiamo criticato la troppa vulnerabilità del pacchetto arretrato. Numeri alla mano adesso va preso atto che da tre partite, per l’esattezza 281 minuti (recuperi esclusi), Consigli è imbattuto. Una striscia importante, che dimostra come De Zerbi stia riuscendo a dare maggior equilibrio ad una squadra votata al gioco offensivo.
Ieri, doveroso ammetterlo, una grande mano è arrivata dalla buona sorte, ma il dato resta significativo e incoraggiante alla vigilia di un probanti test contro formidabili attacchi come quelli di Inter e Roma. Partite che saranno ben diverse da quella di ieri contro un Verona in emergenza, ma tosto e rognoso. Juric aveva preparato marcature uomo su uomo, il che ha impedito a un Sassuolo più concreto che bello di fare il suo solito gioco. Raspadori, il sostituto di Caputo, ha fatto molta fatica ad entrare in partita così come il rientrante Djuricic e nel primo tempo i neroverdi - tenuti a galla dai pali e da un attento Consigli - hanno fatto centro al primo tiro in porta con la grande giocata di Boga.
Nella ripresa il Verona ha continuato a proporsi con volontà, difettando di qualità negli ultimi sedici metri, e col passare dei minuti si è scoperto lasciando l'azione di rimessa ad un Sassuolo che negli spazi va a nozze. L’ispiratissimo Berardi (ieri gol più assist tanto per gradire) non si è fatto pregare impacchettando i tre punti a un quarto d’ora dal gong. Prima del fischio finale altri due legni dei padroni casa ad aumentare la rabbia di Juric. Finisce dunque con la vittoria del Sassuolo che, oltre ai tre punti e al primato in classifica durato l’arco di cinque orette, si porta a casa anche una convinzione: si può vincere anche non giocando bene.—
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