Il Modena s’inceppa sempre sul più bello
Contro il Sudtirol persa la sfida e l’occasione di salire in vetta Bilancio in rosso nei big match per la formazione di Mignani
Poteva ritrovarsi al comando, appaiato in vetta al Padova e alla FeralpiSalò, in attesa di capire se alla compagnia si sarebbe aggiunta la Triestina dopo il recupero contro il Gubbio. Meritatamente, per il gioco espresso in 45 minuti chiusi in vantaggio grazie al primo centro di Monachello. Invece il Modena è rimasto quinto, ora a -5 dalla capolista, rappresentata proprio da quel Sudtirol che in un tempo ha ribaltato il copione per ritrovarsi da “scavalcato” a leader solitario. Nei secondi 45 minuti del match perso al Braglia con gli altoatesini è racchiusa l’occasione persa dalla formazione di Michele Mignani, ancora una volta in uno scontro diretto. Sarebbe stato un segnale forte a tutto il campionato, comunque più equilibrato che mai nei piani alti, e probabilmente la miglior iniezione di fiducia per la squadra canarina: una vittoria pesante e il ritorno inatteso in vetta, grazie all’incastro favorevole di risultati, dopo 12 giornate. Niente è perduto, se non appunto una ghiotta occasione, sufficiente però per riflettere su cosa sia mancato in questa prima parte di campionato: segnare di più senz’altro, per la mole di gioco espressa fino alla trequarti, e soprattutto farlo su azione, dove il trend è troppo deficitario per le qualità del parco attaccanti che si ha a disposizione, ma anche quella mentalità vincente che proprio in questa stagione si doveva costruire dopo un anno di transizione. I big match sin qui giocati hanno detto sempre questo: il Modena non è mai riuscito a vincere, a Trieste così come al Braglia contro FeralpiSalò, Perugia e Sudtirol, rimediando tre sconfitte e un pareggio proprio con le squadre che, insieme al Padova, si ritrovano nei piani alti, eppure non è mai stato schiacciato dall’avversario. Dall’incapacità di colpirlo – zero gol con Triestina, FeralpiSalò e Perugia – si è passati alla difficoltà nel gestire il piccolo vantaggio, dando troppo spazio alla reazione al Sudtirol così come era già accaduto nel derby con il Carpi, prima che le cose non fossero sistemate nella maniera più imprevedibile dall’autogol dell’ex Bellini. All’altezza delle grandi il Modena lo è dunque stato, ma c’è quel “qualcosa” che è sempre mancato per riuscire anche a batterle e che, a conti fatti, avrebbe regalato a capitan Ingegneri e compagni una classifica ancora migliore rispetto a quella attuale. «Dare fastidio alle squadre obbligate a vincere», obiettivo stagionale ribadito a più riprese dalla società la scorsa estate, all’atto pratico significava riuscire anche a batterle, non solo infastidirle nel senso letterale del termine, ed è questo lo “step” che il Modena dovrà compiere per centrare il salto di qualità tanto atteso. Senza avere rimpianti, al termine di un big match ancor prima che al termine del campionato, e con il coraggio e la determinazione necessari non solo quando si tratta di recuperare ma anche quando c’è da gestire il vantaggio. Proprio come contro il Sudtirol, dove le mosse di Stefano Vecchi all’intervallo hanno stravolto il corso di un match fino a quel momento ottimamente gestito dai canarini: mostrando una squadra improvvisamente timida, rinunciataria e frastornata dopo l’uno-due subìto, incapace di reagire se non con il colpo di testa di Scappini nei minuti di recupero. —
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