Il Pallino d’Oro prova a bocciare il Covid Budrione già al lavoro per l’edizione 2021
Il Covid non dovrebbe fermare il “Pallino d’Oro”, la leggendaria parata di campioni di bocce che da 42 anni ininterrottamente all’ inizio d’anno solare anima le corsie del bocciodromo della “Rinascita”. Il condizionale è d’obbligo, come per qualsiasi evento nel medio periodo in questo momento, ma quel che è certo è che la macchina organizzativa dei dirigenti del club di Budrione si è avviata, non fermandosi neppure davanti alle restrizioni del’ultimo DPCM. Le difficoltà, sia chiaro, non mancano, prima fra tutte il fatto che, se la Federbocce ha autorizzato (a porte chiuse) lo svolgimento nei bocciodromi delle gare di interesse nazionale, va detto che in pressoché tutto il Modenese i bocciodromi sono inseriti all’interno di circoli e questi ultimi, per decreto nazionale, sono chiusi. Perché la parata, prevista per sabato 9 gennaio, vada in scena occorrerebbe dunque una deroga a livello locale, regionale o comunale. La speranza inoltre è che da qui a gennaio la situazione della pandemia consenta l’apertura degli eventi a una quota, per quanto limitata, di pubblico. Anche qualora la quadra venisse trovata, sarà comunque un “Pallino” in versione ridotta rispetto alla tradizione: 16 giocatori anzichè i consueti 32, e ovviamente nessuno straniero (la qualifica di gara “internazionale” verrebbe salvata grazie alla presenza di un atleta di San Marino…). Insieme al “Pallino” andrebbe in scena il giorno dopo, domenica 10, anche la gara nazionale Trofeo Rinascita, seppur in un formato-mignon: quadro-gara da 64 giocatori (ampliabile non oltre il centinaio) rispetto agli otto-novecento (o addirittura mille e più sino a pochi anni fa) provenienti da ogni dove, dall’Alto Adige alla Sicilia più diversi Paesi esteri, che erano consuetudine. Qui, al di là dei limiti agli spostamenti, c’è da fare i conti anche con il numero di impianti della zona disponibili per i gironi eliminatori, che potrebbe non essere elevato. —
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