Il Modena la sua grande passione Fu medico e anche dirigente
il calcio
Ha attraversato un decennio di storia del Modena come dirigente del club. Come tifoso invece molto più di mezzo secolo, avendo cominciato a tifare per i Canarini fin da bambino. Il Dottor Marco Grandi entrò nel Modena poco prima della metà degli Anni Ottanta in qualità di medico sociale, anche se in questa veste la sua esperienza fu breve, dato che il club assunse per quel ruolo il Dottor Claudio Gavioli. Marco Grandi però era anche un consigliere d’amministrazione del Modena Calcio e in questa veste rimase fino alla metà degli Anni Novanta, cioè fino al termine della gestione Farina. Di Francesco Farina, Presidente della società fino al 1994, Grandi era innanzitutto un amico, in campo calcistico anche uno dei più ascoltati e considerati dal massimo dirigente gialloblù. Non era un tecnico, ma di calcio ne capiva, e non poco. Conoscenze che amava anche sfoggiare quando gli era chiesto un parere dai giornali o nei salotti tv. Conoscenze che facevano il paio con il sincero amore per i colori gialloblù, non solo in campo pallavolistico, ma anche in quello calcistico. La sua presenza nel consiglio di amministrazione coincise con la parte più significativa della gestione Farina, dalla promozione in B del 1986 a quella del 1990, dopo che nel 1988 il Modena era tornato in C.
Fino alla stagione (1993/’94) di B nella quale Farina aveva deciso di provare la scalata alla Serie A, dopo un paio di acquisti costosi e la rinuncia a vendere due pezzi pregiati, Bergamo e Provitali. Dato però che il calcio spesso ti spiazza, quella stagione finì con una retrocessione. Un brutto colpo quindi, l’improvvisa scomparsa di Marco Grandi, anche per Francesco Farina, che lo ricorda così: “Lascia davvero un vuoto enorme. Per me era un autentico amico e in quasi tutte le mie foto del periodo modenese c’è sempre anche lui. Inoltre, quando mi sono sposato è stato mio testimone di nozze. La sua scomparsa mi colpito, anche perché così improvvisa. Per quel che ne so io, stava bene, anche se ho sempre avuto l’impressione che pensasse di più alla salute degli altri che alla propria, questo per la sua generosità. Gli chiesi di entrare nel Consiglio del Modena innanzitutto perché era un vero amico, ma anche perché appassionatissimo del Modena. In più era buon conoscitore della realtà della città, oltre a rappresentare in più di un’occasione un utile trait d’union con la Panini. —
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