Bellini: «Carpi carico a Verona, autogol nel derby da dimenticare»
Filippo Bellini ha ancora stampata in mente la bandierina alzata del signor Valletta di Napoli, assistente di linea di Natilla di Molfetta che ha annullato il suo gol contro la Triestina: “L’ho riguardato tante volte, purtroppo mi sono trovato la palla proprio addosso dopo la respinta del portiere sul tiro di Maurizi e col sinistro che mi ritrovo ho colpito proprio Samuele (Maurizi, ndc) nonostante avessi tutta la porta a disposizione – dice Bellini – Nemmeno i replay chiariscono se Maurizi fosse dentro la porta o meno, sembrerebbe dentro quando tocca la palla ma è questione di centimetri e capisco che la decisione della terna sia stata molto difficile. Dispiace perchè saremmo andati in vantaggio, sarebbe stato un gol importante”.
Un gol che per lui, sfortunato protagonista nel derby di Modena, avrebbe avuto anche un valore speciale nel giorno del suo ritorno da titolare: “Sono soddisfatto del mio inizio di campionato ma se devo cancellare qualcosa è sicuramente l’autogol di Modena – confessa Bellini – Ci tenevo tanto, forse troppo a quella partita, mi dispiace soprattutto per la squadra che aveva fatto una gara enorme in una partita che qui è molto sentita”.
Acqua ormai passata, il presente per il Carpi si chiama Virtus Verona: “Sono una squadra che sa cosa deve fare e cosa chiede loro l’allenatore, che è tanti anni che è lì. Anche l’anno scorso me li ricordo molto affiatati, giocano su un campo difficile che abbiamo già assaggiato contro l’Imolese. Sarà una partita difficile ma noi dobbiamo provare a dettare legge con il nostro palleggio e presentarci molto agguerriti”.
Dopo sei mesi con poche chance alla corte di Riolfo nella passata stagione, quest’anno Pochesci ha regalato a Bellini una nuova vita che però per il centrocampista di San Miniato ha un sapore ben conosciuto: “L’anno scorso c’erano valori diversi e una squadra molto più esperta in cui era più difficile trovare spazio. Quest’anno siamo molto più giovani e ci sono più opportunità. Tatticamente, nell’anno di Modena e anche l’anno scorso nei sei mesi a Fermo ho giocato terzino destro ma il mio ruolo è sempre stato quello del centrocampista centrale sin dal settore giovanile ed è lì che mi sento più a mio agio – racconta Bellini – Lì in mezzo il mister vuole gente che sappia palleggiare e giocare la palla anche se pressati”. —
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