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La Leo Shoes presa a pallate al PalaPanini

Fabio Rossi
La Leo Shoes presa a pallate al PalaPanini

Vibo Valentia, dopo 13 ko, vince per la prima volta a Modena Terzo ko di fila per i gialloblù, inesistenti e mai in partita

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Giù il cappello davanti a Vibo Valentia, signori, perché è davvero il “nuovo che avanza”: dopo aver violato i campi di Milano, Padova, Ravenna, Trento e addirittura Civitanova, la squadra di coach Baldovin, uno che a Padova miracoli ne ha sempre fatti, passa anche a Modena.

Se qualcuno alla vigilia del campionato avesse detto che la squadra calabrese avrebbe vinto 6 volte nelle prime 7 trasferte, sarebbe forse stato raggiunto da un “TSO” immediato, invece la pallavolo regala anche queste magie, e colloca ora Vibo ad un clamoroso, meritatissimo terzo posto solitario in classifica.

Da chi sorride, a chi invece può iniziare seriamente a preoccuparsi, cioè Modena: perdere si può, ci mancherebbe, specie in stagioni difficili come questa, ma c’è modo e modo di alzare bandiera bianca. La Leo Shoes accusa le due sconfitte contro Monza e Perugia e finisce per crollare di fronte ai calabresi con numeri abbastanza imbarazzanti: 7 ace diretti subiti, ma almeno il doppio di ricezioni da doppio meno al passivo, 8 errori in attacco e misero 34% di squadra, posti 4 ai minimi storici (Petric 24%, Lavia 20%), male anche in difesa e battuta che non fa mai male agli avversari. Insomma, Modena esce dal campo con la sensazione di essersi scontrata con un Frecciarossa in corsa e cosa ancor peggiore, di non averci capito davvero nulla con un atteggiamento di rassegnazione totale da squadra che di colpo scopre tutti i propri limiti. Nulla di buono in sostanza soprattutto alla vigilia del recupero di Trento e della trasferta in Belgio della prossima settimana per la Champions League.

“Dulcis un fundo”, in una serata da dimenticare, la tristezza di un “Palazzo” divenuto terra di conquista, dove Modena ha già perso 4 volte, un record negativo, e in cui questa volta più che mai si capisce quanto manchi il pubblico e di cosa fosse capace quando invece spingeva i gialloblù alle imprese epiche del passato.



Nel sestetto di Modena c’è Lavia e non Karlitzek, quello di Vibo, in attesa di Lyneel, nemmeno a referto, è lo stesso che ha regalato tante soddisfazioni a Baldovin: Saitta regista, Drame Neto opposto, Rossard e Defalco martelli, Chinenyeze e Cester centrali con Rizzo libero. Partita da gente dura, in campo non si cercano colpi ad effetto o di fioretto, si va di braccio pesante. E Vibo dimostra di avere chi sa fare male, molto male: fin quando i calabresi non affondano in battuta, la Leo Shoes riesce anche a rimanere a contatto, ma quando Rossard prima e Drame Neto, per tutti Aboubacar, inquadrano bene il campo, per Modena la strada si fa in salita (-4 sul 13-17). Chinenyeze, il centrale francese, passa 20 centimetri sopra il muro gialloblù. Dall’altra parte della rete Giani toglie Petric e inserisce Karlitzek, ma è solo un attimo: Vibo se ne va al traguardo che taglia sul 25-21, con 3 ace e un’altra manciata di mezzi punti in battuta. Tra i gialloblù il solo Vettori, 6 su 8 in attacco, regge il confronto.



Ti aspetti una reazione di Modena, invece il pallino del gioco resta nelle mani degli ospiti: in battuta Vibo fa paura e inizia a flagellare la ricezione della Leo Shoes. Modena viene presa letteralmente a pallate: 5-1, 17-7. Giani inserisce Karlitzek per Petric prima, poi doppio cambio, Porro per Chistenson, Estrada Mazorra per Vettori. Effetto nullo. Chinenyeze, imprendibile, sorvola il muro di Modena per il 25-16, 2-0. Gialloblù ridotti al 35% in attacco con 4 ace subiti e nessuno all’attivo.



Modena prova a incollarsi agli avversari: 4-4, 6-6, 7-7. Dall’ 8-8, però, Vibo spiega che non ce n’è per nessuno, allunga e prende il largo. Vettori è l’ultimo ad arrendersi, poi Stankovic spedisce in rete il servizio e la Tonno Callipo dopo 16 anni in A1 e 13 partite perse di fila vince per la prima volta espugna il l PalaPanini. —

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