Sassuolo spuntato ma strappa un punto importante a Roma
Gara dai due volti dei neroverdi che non sfruttano la superiorità numerica per oltre un tempo e scivolano al 5° posto
ROMA
Spigliato e intraprendente nel primo tempo, timido e remissivo nel secondo. Gara dai due volti all’Olimpico per il Sassuolo, incapace di sfruttare l’uomo in più (espulso Pedro al 40’) per più di metà gara. I neroverdi hanno pagato la condizione approssimativa di diversi elementi e l’assenza in zona gol di Caputo. De Zerbi ha provato soluzioni alternative schierando un 4-3-3 con Djuricic falso nueve, nella ripresa sostituito da Raspadori. Ma a conti fatti il Sassuolo in fase conclusiva ha combinato troppo poco per pensare di poter sbancare l’Olimpico, eccezion fatta per la splendida rete annullata ad Haraslin nel finale per fuorigioco millimetrico. Anche se la prestazione complessiva è stata al di sotto delle attese il punto guadagnato ha un certo peso specifico per il morale e la classifica dei neroverdi, ora scivolati al quinto posto. Perchè guadagnato su un campo difficile, evitando quel sorpasso in classifica che i giallorossi avevano come obiettivo primario. 19 punti in 10 gare sono un ruolino di marcia straordinario per un Sassuolo che, nonostante da qualche gara non stia giocando ai suoi livelli, tiene botta, dimostrando di saper soffrire. Se il pareggio sta bene ai neroverdi, la stessa cosa non si può dire per la Roma che se l’è presa con l’arbitraggio di Maresca per l’espulsione di Pedro (severo il primo giallo), il gol annullato a Mkhitaryan, il rigore non concesso per tocco di mano di Ayhan e per il rosso (che ci stava) non sanzionato ad Obiang.
Al di là delle polemiche i giallorossi, nonostante l’inferiorità numerica e senza l’allenatore in panchina (rosso anche a Fonseca per proteste all’intervallo) hanno reagito da grande squadra e nel secondo tempo sono riusciti a mettere all’angolo il Sassuolo, salvato dalla buona sorte su un cross di Spinazzola deviato da Ferrari sul palo a Pegolo battuto. Senza patire l’uomo in meno la Roma ha controllato a lungo il gioco, orchestrato da un Pellegrini cresciuto notevolmente rispetto ai primi 45 minuti, e da uno Spinazzola incontenibile, e probabilmente migliore in campo visto che ha spinto senza soste, si è reso insidioso e ha costretto Berardi a fare il terzino aggiunto in aiuto al traballante Ayhan. Il che ha tolto molto alla fase offensiva dei neroverdi, già condizionati dalla mancanza di un punto di riferimento in avanti e dalla forma approssimativa di Boga. Detto ciò nel secondo tempo dal Sassuolo ci si attendeva più coraggio e “cattiveria” nel provare a vincere la partita.
Oltre a quella caduta copiosamente dal cielo ci si aspettava una pioggia di gol alla luce dei precedenti e delle caratteristiche delle due squadre, entrambe a caccia di un posto in Champions. E invece Roma-Sassuolo è finita 0-0, risultato che si trascinerà polemiche perché a deciderlo è stato il Var che verso la fine del primo tempo ha indotto l'arbitro Maresca ad annullare il gol di Mkhitaryan, per un fallo di Dzeko su Ferrari che il direttore di gara non aveva visto. Nella ripresa l'arbitro alla moviola ha invece punito il Sassuolo, perché il gran tiro con cui Haraslin aveva segnato per gli emiliani è stato ritenuto non valido, anche qui dopo esame al Var, per un fuorigioco dello stesso slovacco. L’arbitro Maresca ha invece deciso in autonomia sull’espulsione di Pedro (doppio giallo) e per quella mancata ad Obiang, solo ammonito per un’entrataccia sulla caviglia di Pellegrini. A fare arrabbiare la Roma anche il mancato rigore per un tocco di mano di Ayhan su cross ravvicinato di Spinazzola. Insomma uno 0-0 senza le caratteristiche del classico, noioso 0-0, perché dentro questi novanta minuti c'è stato davvero un po' di tutto. Compreso un quasi gol di testa di Bourabia al 94’.—
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