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Spogliatoio ermeticamente chiuso, società e giocatori scelgono la via del silenzio

Francesco Cottafava
Spogliatoio ermeticamente chiuso, società e giocatori scelgono la via del silenzio

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Luci del Pala Panini spente da tempo, ma nessuna voce ufficiale di Modena Volley dopo il britale 0-3 subito contro Vibo. Christenson e compagni si sono ritirati immediatamente nello spogliatoio seguiti da Andrea Giani e da tutto lo staff tecnico gialloblù. Dopo pochi istanti, sono entrate anche Catia Pedrini, presidente di Modena Volley, e Giulia Gabana, vice presidente del club canarino. Tutta la squadra a rapporto dopo tre partite francamente incommentabili. Un confronto che è durato sicuramente più di un'ora prima che la società comunicasse il “silenzio stampa”. Quindi i giornalisti sono tornati a casa e non si sa bene quando sia durato effettivamente il confronto tra società e squadra. Nessuno ha parlato. Quando qualcosa da dire in realtà ci sarebbe, soprattutto per spiegare l'atteggiamento di una Modena Volley che nelle ultime tre partite, specialmente ieri sera e contro Monza la scorsa domenica, è scesa in campo con un atteggiamento inspiegabile. Una squadra che è apparsa svogliata e spenta, nessuno dei giocatori gialloblù è riuscito a dare la scossa o a cambiare la faccia dei propri compagni. Contro Vibo Valentia bastava guardare negli occhi i giocatori della Leo Shoes per capire che sarebbe usciti duramente sconfitti dallo scontro contro i calabresi. Nel secondo set, in piena crisi, Grebennikov avvicinandosi alla panchina gialloblù ha guardato Petric. I due si sono guardati per qualche secondo e, poi, lo schiacciatore serbo ha proferito una frase emblematica: «Non ci capisco niente, non ci capisco niente».

Effettivamente Modena non ci ha capito niente, per tutta la partita. C'è da capire al più presto che cosa non vada all'interno di questa squadra, perché i risultati positivi di inizio stagione non possono essere stati un caso. Un'altra situazione che fa riflettere è stata la passività di Giani. Il Giangio lo conosciamo, se potesse scenderebbe in campo, è sempre il primo ad urlare ai suoi ragazzi e poi ad applaudirli subito al termine di una bella giocata. Ieri è stato quasi sempre silenzioso, impietrito anche lui davanti ad una prestazione inaspettata e della quale probabilmente non sa darsi una spiegazioni. Mercoledì sera si torna in campo contro Trento, vedremo se il confronto con Catia Pedrini sarà servito a dare una scossa ad una squadra troppo brutta per essere vera e che per un'intera settimana, con tre partite, ha mostrato un encefalogramma completamente piatto. —

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