Gazzetta di Modena

Sport

L’astro nascente Paolo Rossi colpì due volte i gialli: il duello con Bellinazzi

Claudio Romiti

Le sfide tra Modena e Vicenza in campionato e Coppa Italia 

2 MINUTI DI LETTURA





il golden boy



Quando al ‘Menti’ di Vicenza, il 12 settembre 1976, per il girone eliminatorio di Coppa Italia, il Modena si trovò di fronte quel centravanti ventenne, ma dalla faccia da ragazzino che lo faceva sembrare ancora più giovane, nessuno dei gialloblù avrebbe mai immaginato il seguito della storia. Nessuno poteva pensare che sei anni dopo Paolo Rossi sarebbe diventato un simbolo mondiale di successo, da lì scritto tutto attaccato, il Pablito che, come recita il titolo della sua autografia, avrebbe fatto piangere il Brasile. E scatenato l’entusiasmo di una nazione, di un popolo che forse per la prima volta scese in massa nelle strade bardato con le bandiere tricolori. E adesso che Paolo Rossi se n’è andato per sempre, in tutti i giocatori del Modena sarà tornato alla memoria il ricordo di quel 3-1 che il Vicenza rifilò ai gialloblù e del secondo gol segnato proprio da quel ragazzino. Anche perché poi se lo ritrovarono di fronte altre due volte in quella stagione, nelle due partite del campionato di Serie B. Al Braglia finì in parità (1-1), ma il duello tra bomber, tra Rossi e Bellinazzi, lo vinse il gialloblù, autore del gol del pareggio. Rossi si rifece al ritorno (Vicenza-Modena 2-1), in cui aprì le marcature su rigore. Quel Vicenza, allestito da Giussi Farina e mirabilmente guidato in campo da Giovan Battista Fabbri, vinse il campionato e nella stagione seguente in Serie A contese lungamente lo scudetto alla Juventus, conquistando alla fine un incredibile secondo posto. E Paolo Rossi, non ancora Pablito, dopo i 21 gol dell’anno prima in B, ne segnò 24, diventando il capocannoniere del torneo. Era in comproprietà con la Juventus e per tenerlo a Vicenza Giussi Farina si mise contro la potente società bianconera: risolse la comproprietà a suo favore mettendo nella busta 2 miliardi e 612 milioni. Una cifra enorme che il presidente biancorosso giustificò così: “Il calcio è come l’arte, e Paolo Rossi è la Gioconda del calcio”. Poi sarebbe venuta per Pablito la squalifica, la clamorosa resurrezione al Mondiale del 1982: Italia campione, Rossi capocannoniere. E quell’anno per lui anche il Pallone d’Oro. Poi i due scudetti e una Coppa Campioni con la Juventus. Insomma, Canestrari e Piaser, stopper e libero del Modena 1976, poterono consolarsi: non solo loro avevano avuto problemi con quel centravanti con la faccia da ragazzino… —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google