De Zerbi: «Gara sofferta, ma restiamo aggrappati alle posizioni di vertice»
Il tecnico neroverde: «Bene solo nel primo tempo Non siamo i soliti sotto tutti i punti di vista»
L’ANALISI
Valentina Spezzani
«Non stiamo benissimo, siamo in sofferenza sotto tutti i punti di vista, fisico, atletico e dei giocatori – spiega De Zerbi - ci stiamo aggrappando con le unghie alle alte posizioni. Non stiamo facendo bene ma nel primo tempo abbiamo fatto meglio rispetto alle ultime gare. Nel calcio ci sta non essere brillanti ma bisogna giocare lo stesso e far le cose fatte bene. Torneremo ad essere brillanti, perché stiamo crescendo e perché dall'infermeria stanno uscendo giocatori importanti. Il fatto di esserci mentalmente, per noi che siamo una piccola squadra, è determinante». L'assenza di Caputo pesa: «Djuricic ha fatto bene ma a lui non possiamo chiedere quello che chiediamo a Caputo o a Defrel, non è al massimo della forma, come non lo è Raspadori, altrimenti avrebbe giocato, perché è un giocatore importante per noi. Manca anche Defrel, che due anni fa con Chiriches è stato l'acquisto più importante. L'assenza di Caputo pesa, ma diventa più pesante perché associata a quella di Defrel, per quello siamo contenti dei risultati, stiamo soffrendo e siamo comunque in quelle posizioni di classifica, quando rientreranno tutti potremo fare ancora meglio». Ma il Sassuolo secondo in classifica può ancora definirsi una piccola squadra? «Dire che siamo una piccola squadra non vuol dire togliere l'ambizione, vuol dire fare un po' d'ordine. Ci sta che il Sassuolo, anche in superiorità numerica, pareggi e non vinca a Roma. I giudizi e le aspettative cambiano e il punto dell'Olimpico viene preso in maniera negativa. Siamo ambiziosi, vogliamo migliorare l'ottavo posto dell'anno scorso, ma non ci dobbiamo dimenticare che siamo partiti tre anni fa con tanti giovani e io stesso sono l'allenatore più giovane e quindi non mi piace mescolare le cose, altrimenti sembra tutto dovuto e non voglio neanche far arrivare troppa pressione ai ragazzi. Noi dobbiamo migliorarci, puntando al massimo possibile. Mercoledì andremo a Firenze e dobbiamo migliorare nel gioco perché credo che se non torneremo quelli di sempre, alla lunga la pagheremo, credo che i giocatori ne siano consapevoli». Infine un ricordo di Paolo Rossi: «Io ero piccolino nell'82, ma già fare il nome di Paolo Rossi dice tutto, è un periodo pesante, la sua perdita si somma a quella di Maradona, si sente che questi due calciatori hanno lasciato qualcosa di più di quello che hanno fatto in campo». —
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