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Il gol in Coppa al Modena portò fortuna a Paolo Rossi «Fu l’inizio del sogno»

Claudio Romiti
Il gol in Coppa al Modena portò fortuna a Paolo Rossi «Fu l’inizio del sogno»

«Quella rete fu la madre di tutte le altre che ho segnato» Canestrari ricorda: «Era quasi imprendibile, lui e Giordano mi hanno fatto impazzire»

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Il primo gol è come il primo amore, non si scorda mai. Anche se dopo quel primo amore ne sono venuti tanti altri e qualcuno più importante del primo, il primo rimane indimenticabile. Lo stesso avviene, per un calciatore, con il primo gol, anche se per le statistiche non è proprio il primo, ma il secondo. Manterrà sempre l’unicità del primato, dell’evento che ha aperto la strada, magari anche una strada molto lunga e ricca di enormi soddisfazioni, oltre che costellata da gol fondamentali per la carriera di quel giocatore e probabilmente per le sue squadre. La storia di Paolo Rossi non sfugge a questa sorta di regola non scritta. Anche se, nel suo caso, il ricordo è relativo appunto alla seconda rete. In un lungo documentario che la RAI gli ha dedicato giovedì scorso è stata riproposta anche una bella intervista realizzata anni fa. Nel corso della chiacchierata, tra i ricordi delle sue annate straordinarie al Vicenza e quelli dei successi del Mundial spagnolo e con la maglia della Juventus, ne è spuntato uno relativo alla sua seconda rete in partita ufficiale da professionista. Rievocando gli inizi della carriera Rossi non l’ha fatta partire dall’effettivo primo gol, segnato l’1 settembre 1976 in Cagliari-Vicenza 0-1, secondo turno di Coppa Italia, ma come punto di partenza ha espressamente indicato il suo secondo gol, al quale però ha attribuito tutto il valore che si dà al primo passo (il primo amore…) di una grande carriera. Il gol del 12 settembre 1976 in Vicenza-Modena (3-1), quarto turno di Coppa Italia. Le sue parole sono state inequivocabili: “La rete segnata al Modena in una partita di Coppa Italia con la maglia del Vicenza è stata una delle più belle della mia carriera, è stata la madre di tutte le altre reti successive” - ha detto Pablito. Deve essere stato proprio bello, se nei suoi ricordi merita una citazione d’onore. Da parte di un attaccante che ne ha segnati 103 in partite di campionato, 17 nelle gare di Coppa Italia e ben 14 nelle coppe continentali. Visto che la rete rifilata al Modena (al 16’) arrivò tra l’altro quando i biancorossi erano già 1-0 (11’ Cerilli), è apparso singolare che Paolo Rossi abbia fatto idealmente partire da lì la sua carriera. Nella quale ha firmato molti altri gol decisamente più importanti per sé e per le sue squadre, dal Vicenza alla Juventus, alla Nazionale. Basterebbe una delle reti della tripletta al Brasile per oscurare completamente il gol di Coppa ai gialloblù. Invece… Il grande valore ideale che per Pablito ha sempre conservato quella rete è sottolineato ulteriormente dal fatto che neppure Roberto Canestrari (52 presenze nel Modena 1976-’78, poi Cagliari e Bari), il difensore gialloblù che lo marcava, non lo ricorda: “Ho provato a ripescarlo dalla memoria, ma non l’ho trovato - afferma - mentre ricordo benissimo quanto mi ha fatto soffrire tutte le volte che l’ho marcato. Grande bravura, era quasi imprendibile e con quelle frenate improvvise, seguite da ripartenze altrettanto rapide, ti mandava in tilt. Lui e Giordano sono i due attaccanti che in carriera mi hanno messo più in difficoltà. Io ovviamente li… legnavo, ma mentre Giordano stava sempre a piangere per la mia marcatura, Rossi non si lamentava mai. Un vero signore”. —



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