Maratona Reggio, Manfredini salva l’onore dei modenesi
L’alfiere dell’Atletica MDS Panariagroup unico dei nostri a tagliare il traguardo, 26° assoluto. Costretti al ritiro sia Alessandro Giacobazzi che William Talleri
La Maratona di Reggio Emilia si rivela decisamente amara per i colori modenesi. Solo Tommaso Manfredini taglia il traguardo, mentre sono costretti alla resa sia Alessandro Giacobazzi che William Talleri, gli altri due nostri portacolori al via. Vittoria assoluta per il burundese Olivier Irabaruta, che si impone in 2h12’41” sul connazionale Onesphore Nzikwinkunda (2h14’18”). Titolo italiano che sorride a Giovanni Grano, terzo in 2h14’31”, imitato al femminile da Giovanna Epis, vincitrice assoluta in 2h28’03”. E’ stata una edizione della Maratona Città del Tricolore per forza di cose inedita, quella andata in scena ieri mattina a Reggio Emilia. Gara riservata ad atleti d'élite e quest’anno valida come Campionato italiano di Maratona. Sono stati 84 (61 uomini e 23 donne) i finishers sui quattro giri del circuito pianeggiante ricavato nella zona industriale di Mancasale. Al solito, è stata impeccabile la macchina organizzativa della Tricolore Sport Marathon, capace di garantire i più alti standard di sicurezza, nel rispetto delle normative sanitarie nazionali e dei protocolli federali.
Onore a Tommaso Manfredini, unico nostro portacolori al traguardo. La bandiera dell’Atletica MDS Panariagroup centra la 26esima piazza assoluta in 2h31’48”, guadagnandosi il ventesimo posto italiano. «Un plauso agli organizzatori, splendidi - le parole a caldo del maratoneta di Pievepelago - Sono contento della mia prestazione, mi dò un bel 7, al termine di un’annata difficile per tutti, fatta di alti e bassi. Ha pagato il bel lavoro fatto in pista con Daniele Caimmi, che mi ha portato fino a Reggio, dove ho corso bene, anche se mi è mancata la brillantezza nel finale». E’ grande invece la delusione per Alessandro Giacobazzi, uscito di scena al chilometro 32. «Mi assumo tutta la responsabilità di questo fallimento - lucido e schietto a fine gara il pavullese portacolori dell’Aeronautica - sono partito troppo forte e mi sono lasciato prendere dalla foga, ho sbagliato approccio. Dovevo passare alla mezza in 1h08’, invece sono transitato in 1h07’32” e l’ho pagata cara, quando la maratona inizia davvero. Al 22esimo le lepri si sono staccate, Grano ha cambiato passo e ha piazzato un 5mila da 15’40” fra il 25° ed il 30° chilometro. Non sono riuscito a stare con lui, le gambe si sono irrigidite e sono rimasto sulle ginocchia. La mia gara è finita lì e mi sono ritirato al 32esimo, quando ormai giravo in 3h38”/km. Mi dispiace molto, perché sono in un buono stato di forma e potevo fare bene. Adesso brucia molto, ma la metterò alle spalle e ho piena fiducia nel percorso intrapreso, i risultati arriveranno». Epilogo triste anche per William Talleri, uomo di punta del 3’30” Running Team. Le non perfette condizioni della caviglia ne hanno limitato l’efficienza, per costringerlo alla resa nel corso del quarto giro del circuito.
Arriva il primo tricolore a Reggio per Giovanni Grano, terzo assoluto al traguardo in 2h14’31”. Alle sue spalle, Jean Baptiste Simukeka (2h17’33”), il campione italiano 2018 Alessio Terrasi (2h17’41”), Salvatore Gambino (2h18’08”) e Francesco Bona (2h19’18”), già vincitore a Reggio nel 2016.
E’ stata la grande giornata di Giovanna Epis, che ha centrato ieri il personale sulla distanza regina con il crono di 2h28’03”. Prestazione che le vale il minimo per le Olimpiadi di Tokyo ed il primo titolo italiano di maratona. Alle sue spalle la svedese Charlotta Fougberg (2h28’55”), che ha preceduto l’intramontabile Anna Incerti (2h35’40”) e l’altra azzurra Catherine Bertone (2h39’39”).—
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