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Monachello-gol a casa Rossi e il Modena balza al terzo posto

Paolo Vecchi
Monachello-gol a casa Rossi e il Modena balza al terzo posto

L’attaccante decide il match di Arezzo a inizio ripresa. Successo pesantissimo con dedica a patron Romano Sghedoni 

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Arezzo

C’è una curiosa combinazione di numeri nel successo del Modena ad Arezzo: il 20 e il 9. Sommati fanno 29, il numero di Monachello, match winner in Toscana, separati rappresentano, invece, i due numeri che hanno creato la leggenda Paolo Rossi: il 20 indossato in Spagna nel trionfo Mundial, il 9 praticamente in tutte le altre squadre in cui ha militato. Pablito si era sistemato a Bucine, proprio in provincia di Arezzo, e Monachello ha deciso di onorarlo a casa sua a 24 ore dal commovente ultimo saluto che tutt’Italia ha tributato all’eroe del 1982. Per il Modena un successo pesantissimo, ottenuto contro una squadra ultima in classifica, ma tutt’altro che rassegnata e che proietta la formazione di Mignani al terzo posto al fianco del Perugia a quota 27 e a -5 dalla capolista Sudtirol in attesa di conoscere cosa farà il Padova stasera nel posticipo.

E il trionfo di Arezzo è uno splendido regalo al presidente Romano Sghedoni, investito da un’auto a Spilamberto, per fortuna senza gravi conseguenze, mentre col suo nuovo cappotto si apprestava a raggiungere il suo Suv per tornare a Sassuolo. Il patron è già stato dimesso dal Policlinico e ha assistito al match da casa.

Ed eccoci alla partita. I due mister svelano le formazioni e non mancano le sorpresine di Mignani che ne regala una importante a centrocampo dove esce Prezioso, killer della Fermana, ed entra Davì che, ornato della fascia di capitano, si piazza in linea con Castiglia davanti a Gerli. Tulissi è il vertice alto del rombo centrale e ha il compito di scardinare il sistema difensivo dell’Arezzo e innescare Monachello e Scappini. Dietro c’è la novità di Varutti al posto di Mignanelli come esterno della linea difensiva che al centro propone la coppia Zaro-Pergreffi, quest’ultimo preferito ad Ingegneri, e Bearzotti largo a destra. In porta Gagno.

Camplone, chiamato a risollevare l’Arezzo, martoriato da contagi Covid e dal tour de force da recuperi, dall’ultimo posto in classifica, risponde con un 3-5-2: Sala tra i pali, Baldan, Cherubin e Borghini i tre dietro. In mezzo Arini basso rispetto a Belloni e Bartoletti mentre Luciani e Benucci si piazzano sugli esterni. In attacco Pesenti e capitan Cutolo, uno che quando vede i colori del Modena ha una tempesta ormonale.

Religioso silenzio nel minuto dedicato a Paolo Rossi, poi il match parte in un clima insolito per una partita caratterizzata in passato da risse in campo e in tribuna e da scontri sempre ad altissima tensione. Il Modena ha un approccio alla Cassius Clay: balletto per schivare i colpi di un Arezzo orgoglioso per poi tentare di piazzare il colpo del ko alla minima distrazione degli uomini di Camplone. Gialli insolitamente lunghi sul campo e poco incisivi in attacco dove Tulissi stenta ad entrare nel match. Monachello appare ispirato da subito, Scappini si sbatte in attesa che arrivi la palla giusta. Che può eventualmente servirla Gerli, giocatore di altro pianeta. La difesa non accusa grandi problemi, ma al 16’ si distrae su un cambio di gioco di Belloni e permette a Benucci di battere a rete: la conclusione del laterale di casa è, però, fuori misura. Primo tempo con tanto agonismo e poche emozioni. La ripresa si apre col botto. Al 49’, infatti, Varutti scodella un pallone alle spalle della retroguardia amaranto che si addormenta: Monachello invece è bello vispo, segue la traiettoria del pallone e fulmina Sala di destro scatenando l’esultanza dei gialli tra i quali c’è Prezioso al posto di Castiglia. Camplone inserisce Cerci; Muroni per Monachello, Spagnoli per Scappini e Milesi per Berzotti i cambi all’insegna della prudenza effettuati da Mignani. Modena sempre padrone del campo, Gerli piega le mani a Sala e all’Arezzo resta solo una mezza chance provocata da una punizione di Cerci in pieno recupero che porta a un tiro sbilenco di Luciani. —



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