Dopo 24 anni ai vertici della FCI Ercole Morselli esce di scena
Anche per Ercole Morselli, dopo 24 anni di incarichi provinciali nel mondo del ciclismo, è arrivato il momento del ritiro dagli incarichi a livello della FCI provinciale. Lui, sorbarese di nascita e vignolese di adozione, era cresciuto tra un materasso e l'altro, ma anche con il ciclismo nel sangue. Dapprima come corridore ciclista nelle categorie minori, poi come dirigente sino ai giorni nostri, quando ha deciso di fare spazio lasciando il posto ai giovani, con l'impegno di rimanere sempre a loro vicini, con consigli e aiuti. Ercole Morselli, inizia con la maglia del Pedale Veloce di Carpi nelle categorie degli Esordienti; poi sale tra gli Allievi con la maglia della F.Coppi di Modena. A questo punto visti gli scarsi risultati come corridore, decide di entrare a far parte della Polisportiva Coppi Nasi di Modena in qualità di dirigente e accompagnatore dando tutto il tempo libero a favore dei ragazzini che aspiravano a diventare tanti campioncini. Nel 1996, spinto dal suo amico Francesco Giberti, allora presidente del comitato provinciale della FCI entra a far parte del comitato provinciale. Era il quadriennio olimpico 1996-2000. Nel quadriennio successivo 2001\04, Morselli viene eletto presidente del comitato provinciale FCI e vi rimane in carica sino al termine del 2012. Nel quadriennio olimpico successivo: 2012\16 Morselli porta al vertice provinciale della FCI il giovane carpigiano Alessandro Ferraresi, il quale al termine del mandato, nel quadriennio 2016\20 entra nel CRER (comitato regionale emiliano romagnolo) dove viene eletto vice presidente. Morselli nei suoi 24 anni al vertice provinciale della FCI, ha avuto corridori che hanno conquistato una ventina di maglie tricolori tra strada, pista e ciclocross. A queste si aggiunga la maglia iridata conquistata da Rachele Barbieri ai Campionati del Mondo Scratch disputati nel 2017 sulla pista di Hong Kong. «Ho deciso che era ora di ritirarmi a vita privata, ho dato tanto allo sport che è stato in pratica la mia seconda vita. Ho goduto tanto nel vedere la maglia iridata conquistata dalla Rachele Barbieri, come le maglie tricolori tra strada, pista e ciclocross. Io, ragazzo cresciuto tra un materasso e l'altro, sento che è giunto il momento di dire: avanti i giovani. Resterò a loro disposizione per aiutarli e alle società ciclistiche dico grazie per avermi fatto divertire». —
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