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Sassuolo, quando il tallone d’Achille diventa punto di forza

Andrea Fratti
Sassuolo, quando il tallone d’Achille diventa punto di forza

La metamorfosi della difesa, abituata ad imbarcare gol,  che è rimasta inviolata in cinque delle ultime sei partite 

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C’era una volta una squadra votata all’attacco, ma piuttosto distratta nella fase difensiva, una squadra che giocava a chi segnava più reti, quasi costretta per vocazione a dar vita a partite pirotecniche. A quel tempo, tutti invocavano meno spettacolo e più efficacia, meno divertimento e più attenzione alla classifica, ma la squadra continuava a piroettare seguendo quel suo ritmo frenetico e esagerato. Poi, qualcosa è cambiato. Chi sta leggendo la favola del Sassuolo si rende conto di sfogliare le pagine di un nuovo capitolo, in cui il protagonista muta atteggiamento, scoprendo insospettabili qualità. La squadra neroverde, dopo una storia in Serie A in gran parte vissuta sotto l’etichetta della propensione offensiva e della sbadataggine difensiva, pare arrivata ad una nuova fase, in cui lo storico tallone d’Achille diventa inatteso punto di forza e le dinamiche tradizionali si rovesciano. In assenza di diversi attaccanti importanti e nel momento in cui alcune dinamiche offensive appaiono meno brillanti, ecco che il Sassuolo non si è bloccato, ma, forse anche spinto dalla voglia di rimanere nelle zone alte della generale, ha cercato nuove risorse. La formazione di De Zerbi ha riversato ogni energia nella fase difensiva, almeno in attesa di riabbracciare Caputo e Defrel e di ritrovare i migliori Boga, Djuricic e Raspadori; l’atteggiamento, in questo caso, ha davvero fatto la differenza: la stessa squadra abituata a incassare gol a ripetizione, ha imparato a limitare al massimo gli avversari, mantenendo la propria porta inviolata in 5 delle ultime 6 gare. Lo scorso anno, tra la sesta e l’undicesima giornata, i neroverdi avevano incassato 11 gol, mentre quest’anno sono solo 3. Gli interpreti sono in gran parte gli stessi, ma è l’attenzione ad essere mutata, così tutti stanno rendendo al meglio, da Ferrari a Marlon, passando per Rogerio, Toljan, Kyriakopoulos… Anche le assenze importanti vengono compensate, come dimostra la prolungata lontananza di Romagna e il recente stop a Chiriches.

Ora in molti sperano di rivedere il calcio divertente e spensierato del “vecchio” Sassuolo, ma l'obiettivo di De Zerbi è probabilmente un altro, ovvero che il prossimo capitolo neroverde sia caratterizzato dalla giusta combinazione tra gioco offensivo e stabilità difensiva.—

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