Defrel, il “ bandito” è tornato «Il Sassuolo resterà in alto E io sogno ancora Bilbao...»
Dopo oltre un mese di stop, Gregoire Defrel è tornato: i 29 minuti giocati contro la Fiorentina rappresentano una tappa importante nel percorso di pieno recupero dell’attaccante, soprannominato il “bandito”. Proprio Defrel ha parlato nello speciale “Nero&Verde”: “Abbiamo fatto un grande inizio di campionato, in cui abbiamo fatto vedere a tutti quanto siamo forti. Meritiamo la classifica che abbiamo e la squadra ha le capacità per arrivare in alto. Il Sassuolo ormai è una realtà, ma dobbiamo dimostrare di avere continuità: in campionato bisogna proseguire sulla giusta strada, senza mollare e senza cambiare, perché solo così riusciremo ad ottenere delle soddisfazioni”.
Defrel è uno che la realtà neroverde la conosce a fondo e ne è innamorato, tanto che, appena ha potuto tornare a Sassuolo, ha subito colto l’occasione: “Sono voluto ritornare qui perché conoscevo la serietà della società e avevo visto la squadra, quindi sapevo la forza della rosa e il bel gioco proposto dal mister. Non ho esitato: avevo altre due o tre squadre che mi cercavano, ma io ho scelto subito il Sassuolo”.
Se la storia di Defrel in neroverde è lunga, ecco che di ricordi positivi fortunatamente sono parecchi: “I momenti belli sono stati tanti. Forse il migliore è stata la partita di Bilbao di Europa League: lo stadio pieno, lo stemma della competizione sono indimenticabili”. Se la sua esperienza a Sassuolo è subito iniziata con il piede giusto, merito va anche al primo allenatore, Di Francesco, e a dirigenti, a partire da Palmieri: “Ho un buon rapporto con Francesco Palmieri, è la persona che mi ha dato fiducia appena arrivato in Italia. La prima volta che dovevo firmare con il Sassuolo, ho parlato con lui e mi ha descritto la società. Di Francesco è stato un allenatore molto importante, mi ha aiutato molto, facendomi diventare un vero attaccante. Ora sono più una seconda punta e con De Zerbi posso fare bene, perché lui mi chiede anche di sapermi muovere dietro agli attaccanti e mi piace molto”.
Defrel ha poi raccontato alcuni aneddoti, svelando ad esempio il significato della sua esultanza (si copre il volto con la maglietta come un bandito, da qui il soprannome) e del suo numero di maglia: “L’esultanza è una dedica ai miei amici di Parigi. A loro piaceva e, così, con quel gesto li ricordo. Parigi mi manca tanto, ripenso alla mia infanzia, passata tra campetti di calcio, amici, scuola…quando ho un po’ di tempo libero, ci torno sempre. Anche il mio numero di maglia, ovvero il 92, è riferito al mio quartiere: l’ho sempre avuto in Serie A, tranne alla Roma, perché lo aveva già El Shaarawy”. Infine, l’attaccante svela uno dei suoi sogni: “Penso di essere arrivato vicino alla Nazionale quando ero alla Roma. In Francia abbiamo dei fenomeni, tanti talenti e, per ora, a me è andata così; però non si sa mai: ci sono giocatori arrivati in Nazionale molto tardi, quindi io continuo a giocare e penso a fare bene, poi vedremo”. —
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