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calcio dilettanti. verdetto il 9 gennaio 

Burocrazia, firme e 3 cordate in lizza Scattata la corsa al vertice del Crer

Alessandro Ferri
Burocrazia, firme e 3 cordate in lizza Scattata la corsa al vertice del Crer

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Alessandro Ferri

Il 9 gennaio è sempre più vicino, e in un Paese che molto probabilmente subirà pesanti restrizioni di movimento durante le festività natalizie continuiamo a chiedere una cosa: davvero le elezioni per la Presidenza del CRER saranno in presenza? Ogni giorno lasciato passare per cambiare modalità di voto è un giorno perso. Cosa c'è di nuovo da raccontarvi sulle elezioni più attese degli ultimi anni per il nostro calcio dilettantistico?

Sono giorni di frenetiche telefonate per la famigerata raccolta delle firme. Spiegare in breve di cosa si tratta è doveroso, vista la confusione che regna sovrana. Innanzitutto speriamo sia tutto regolare, senza strani giochi di prestigio e nella più assoluta trasparenza; non vorremmo essere costretti a raccontare qualche metodo di raccolta non troppo ortodosso. Veniamo al dunque: il candidato Presidente deve raccogliere 120 firme (timbro sull'apposito modulo) con il nome del candidato prescelto. Se una società firma più di un modulo la scelta viene considerata non valida, quindi bisogna porre particolare attenzione e leggere bene. In passato magari è capitato di firmare in bianco, data l'assenza di vera battaglia elettorale. L'occasione di avere tre cordate suggerisce un'attenzione maggiore alle società, affinché il loro volere sia rispettato è necessario esigere il nome del candidato sul modulo.

Burocrazia a parte, sempre al centro di tante situazioni in Italia, la corsa verso Bologna entra nel vivo. La deflagrazione causata dall'ex Delegato di Reggio Emilia Emore Manfredi ha sicuramente lasciato malumori da comprendere a pieno nella cordata di Paolo Braiati, che tuttavia si è prontamente compattata per un eventuale terzo mandato. Lo stesso Manfredi, che non ha comunque dato ancora le proprie dimissioni dal suo ruolo attuale, sta muovendo i suoi uomini sul territorio.

Simone Alberici dal proprio canto è certamente il più avanti a livello di programma elettorale, visto quanto si è letto sui social network. Ci auguriamo saranno i punti programmatici portati avanti dalle varie cordate a sbrogliare la matassa, e non i soliti rapporti di amicizia e potere. Siamo curiosi di leggerli, questi punti, e certamente a breve arriveranno. Le società dovranno esigere proposte dettagliate e non le classiche frasi di circostanza sulla volontà di migliore il movimento. Qualcuno vuole il contrario per caso? I presidenti, la base del nostro movimento, deve informarsi, ascoltare e pretendere programmi. —

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