Gazzetta di Modena

Sport

rinnovamento nell’ente di promozione sportiva 

Csi, per la prima volta una donna al vertice Emanuela Carta è la nuova presidente

Gabriele Farina
Csi, per la prima volta una donna al vertice Emanuela Carta è la nuova presidente

Figura storica dell’associazione, la dovrà guidare nel momento più delicato: «Una sfida da vincere insieme»

4 MINUTI DI LETTURA





Gabriele Farina

Il Csi, Centro Sportivo Italiano, a marzo compirà 75 anni e ieri, per la prima volta nella storia del comitato di Modena, ha scelto una donna per guidare l’associazione: Emanuela Carta (a Carpi, qualche settimana fa, un’altra presidente, Patrizia Reggiani). Volto storico dell’associazione, 44 anni, si occuperà del comitato per il prossimo mandato 2020/2024 come presidente. Carta coordina da tempo l’area di lavoro dedicata alla promozione sociale e al volontariato e gestisce personale e direzione generale. Ora anche la sfida di gestire il Csi Modena in piena pandemia. Un passaggio quasi naturale dopo i mandati di Stefano Gobbi, che si era dimesso per altri incarichi qualche mese fa. Ieri all’assemblea “Generare Futuro: il dovere di costruire una nuova realtà”, sono intervenute oltre cento società e diverse autorità.

Un Csi nuovo o in continuità con il precedente?

«Modena (comitato) non riparte, perché non è mai stata ferma. Modena continua in un percorso strettamente legato con ciò che è stato fatto in questi anni da chi mi ha preceduto: Stefano Gobbi è stato ed è ancora per il comitato di Modena un riferimento importante. Grazie anche a lui ho potuto avere spazio e opportunità per realizzare un percorso personale e professionale che mi ha permesso di prendere forza e coraggio nell’attuale veste di commissario del comitato. E’ un filo rosso che ha le sue radici negli ultimi vent’anni di trasformazione del comitato con tappe ancora più concrete in un passato recente: il bilancio sociale del 2012 che ha disegnato un nuovo perimetro di lavoro, dove lo sport è diventato welfare; il quadriennio successivo che ha messo al centro la persona, in ogni progetto cause e finalità partivano sempre dall’essere e non dalla sua forma: atleti, allenatori, arbitri, prima di avere un ruolo sono persone. Oggi è il momento di fare in modo che ogni persona trovi uno spazio dentro ai nostri progetti, dove il noi è ciò che è bene per la società in cui viviamo».

Come descriverebbe, in una parola, la sfida che vi aspetta?

«Ho scelto, nella mia relazione, di partire con la parola speranza. La speranza ci pone nell’ottica di guardare oltre l’ostacolo, di tenere insieme le persone con amore e cura verso se stessi e gli altri, di essere saldi nel perseguire il bene comune attraverso competenze e capacità da condividere e mettere a servizio. Sperare negli altri e nel futuro per noi donne e uomini di sport significa avere coraggio di rimettersi in gioco, scoprire e percorrere strade nuove con una attenzione progettuale che rigeneri e ricostruisca una rinnovata e più coesa comunità».

I primi obiettivi?

«La sfida è questa: declinare lo sport e ciò che rappresenta in ogni contesto possibile perché sappiamo quanto vale. E oggi, complice la pandemia, tutti hanno visto cosa significa una vita senza sport, il nostro sport, e senza i valori che rappresenta. Per mettere in piedi un lavoro così complesso in una fase così delicata, saranno fondamentali i primi mesi di lavoro di una squadra per gran parte nuova, o comunque allargata. C’era bisogno di identificarsi maggiormente con ciò che ci circonda: la società, le società, i volontari, i professionisti. Contaminazione e confronto sono le due parole che abbiamo messo al centro del lavoro che andremo a proporre. Una proposta articolata su quattro grandi gruppi di lavoro chiamati a tracciare il percorso da seguire in ognuna di queste macroaree”.

Nello specifico?

«Lo sport lo abbiamo declinato in ogni sua sfaccettatura: il benessere, la salute, l’inclusione, l’ambiente (lavoreremo anche sull’Agenda 2030), la promozione sociale, la gestione degli impianti e dei nuovi spazi, dei nuovi sport e di quelli digitali (E-sport), sport con un’attenzione intergenerazionale tra giovani e anziani e come collante culturale. Il binomio con la Diocesi, la formazione, la necessità di fare rete con il mondo dell’associazionismo e soprattutto l’ascolto. In questi mesi siamo stati al fianco delle società ma dobbiamo continuare, migliorare ancora nel fare sintesi dei bisogni e delle necessità. Saranno intensi questi primi mesi, ma è l’unico modo che abbiamo per continuare. Con entusiasmo e coraggio».

In assemblea sono state rinnovate la carica di revisore dei conti, affidata a Luisa Renna (Lorenzo Cappi supplente), e di dodici consiglieri provinciali. Eletti: Margherita Borghi, Mattia Bortolotti, Raffaele Della Casa, Paola Dieci, Alessandro Gamba, Francesca Gobbi, Isabella Menabue, Marika Minghetti, Giuliana Pinelli, Roberto Scaltriti, Rosa Bianca Spiezia, Marco Urbinati. Don Carlo Bertacchini confermato assistente ecclesiastico. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google