Alberici: «Si cambia Società al centro e il Crer darà servizi»
L’avvocato parmense: «Non sono uomo del sistema I delegati li decideranno i club e attenzione alle giovanili»
Il volto di Simone Alberici, avvocato parmigiano 40 enne, è il volto “nuovo” di tornata elettorale. Non fatevi spaventare dall’età, dal 1999 è dirigente del Fraore, società di Seconda Categoria nel parmense. Andiamo a conoscere meglio la sua candidatura.
Come è nata la scintilla?
«Sinceramente sono stato avvicinato in questi mesi da più persone, per aiutare a destra e per dialogare a sinistra. Ho sempre declinato gentilmente gli inviti perché non mi sentivo in cuor mio di essere abbastanza stimolato. Se devo parlare di scintilla cito sicuramente la riforma Spadafora, da quel momento dentro di me si è smosso qualcosa. Vedere i nostri vertici inermi davanti a una distruzione quasi totale dei dilettanti mi ha colpito. Non possiamo permettercelo, la candidatura è stata istintiva e giorno dopo giorno sono sempre più convinto di quanto sia necessario un deciso cambio di rotta».
Ha anticipato tutti sul programma, e i punti sono tanti, quali sono le priorità?
«Nel nostro programma ci sono punti sui quali combatto personalmente da anni, altri invece hanno avuto genesi dal dialogo con dirigenti e società in questi durissimi mesi di chiusura forzata. La pandemia ha mostrato le crepe del nostro sistema, non c'è una vera rappresentanza. Il Comitato oltre a dare voce alle società tramite l'istituzione di consulte territoriali, deve diventare una sorta di centro servizi per tutti. Per assistere degnamente le società è necessario essere prima di tutto trasparenti, e non solo pensare a come organizzare i calendari. Vogliamo anche avere la forza di sbattere con intelligenza i pugni sul tavolo di Roma, senza subire passivamente le decisioni della Lnd nazionale. Le idee sono tante anche sul calcio a 5 e sul calcio femminile, l'entusiasmo non ci manca».
Come sta vivendo l’avvicinamento al voto?
«Spero di non essere lasciato da mia moglie, sono sempre al telefono. Già dormivo poco prima, ora sono tutt’uno con la mia squadra che a brevissimo verrà presentata. È senza dubbio impegnativo, in un concentrato di emozioni che sicuramente crescerà fino al fatidico voto. Mi sembra tuttavia folle pensare all’adunata del 9 gennaio in presenza, votare online è il metodo ideale in un periodo storico del genere. Sentire la passione dei presidenti e degli addetti ai lavori che mi sostengono è il carburante ideale per questa corsa».
Sarebbe pronto a un confronto in diretta con gli altri candidati sulla Gazzetta di Modena?
«Sono pronto a confrontarmi con tutti, dove e quando volete. Non mi sono mai sottratto a questo tipo di situazioni e mai lo farò in futuro. Penso che nel rispetto di tutti siano momenti di dialogo molto utili a comprendere le posizioni reali dei candidati rispetto ai tanti problemi che dovremo affrontare».
Perché le società la dovrebbero votare?
«Io ci ho messo la faccia, e tanti presidenti e dirigenti sono pronti a fare lo stesso. A tutti dico che il cambiamento è possibile, questo vento non si può fermare. Dobbiamo riportare le società al centro del sistema dilettantistico. Non so se vincerò o meno queste elezioni, ma una cosa è certa: il cambiamento è in moto, non c’è apparato che tenga. Bisogna osare, è il momento di farlo davvero». —
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