De Zerbi: «Sfruttata la rabbia per il gol di Leao, grande prova»
Il tecnico del Sassuolo soddisfatto per il successo sulla Sampdoria aperto dalla rete lampo di Traoré: «Bella reazione dopo il ko col Milan»
l’intervista
Valentina Spezzani
Dopo la sconfitta col Milan, il Sassuolo ha reagito alla grande conquistando i tre punti sotto al diluvio del Ferraris, nella serata delle cinquecento presenze in neroverde di Capitan Magnanelli. Il dream team di De Zerbi si godrà così il Natale dal quarto posto della classifica. Coi rossoneri era arrivato lo smacco del gol subito dopo poco più di sei secondi dal fischio d'inizio, a Marassi a centrare la porta avversaria in avvio è stato Traorè: «Noi per tre giorni abbiamo provato proprio dolore fisico, prendere gol così dopo aver preparato la partita contro la prima in classifica, ti segna. Ci ha segnato e infatti eravamo ancora arrabbiati per quel gol, l'avvio di partita di oggi parte dal gol di Leao – racconta De Zerbi - Sbagliare aiuta a crescere, abbiamo tanti giovani, è giusto cadere e rialzarsi, c'è stata una grande prestazione, con voglia di vincere e soffrire». Tra i migliori in campo Traorè, che ha sbloccato il risultato e poi ha sfoderato una delle sue migliori partite: «Probabilmente con Traorè in passato ho sbagliato a chiedere troppo, dimenticandomi che ha vent'anni, è straniero, e aveva bisogno di un po' più di tranquillità, che è una parola che a me non piace tantissimo, ma lui è un talento, così come Djuricic. Sta salendo di condizione Caputo, stiamo ritrovando Boga, Magnanelli non è ancora al top ma lui per noi è determinante anche al cinquanta per cento. Dobbiamo arrivare a gennaio tutti tirati, perchè sarà un mese determinante per noi, non sposterà al cento per cento, ma secondo me gran parte della stagione ce la giocheremo il mese prossimo». Il Sassuolo ha perso solo con le milanesi: «Io non voglio passare per quello che non accetta di perdere con Milan e Inter, noi possiamo perdere con tutti, dalla prima all'ultima, quello che mi è dispiaciuto è il non pensare di potersela giocare alla pari, perchè credo che in una partita secca, una squadra con le nostre qualità, abbia l'obbligo di pensare di potersela giocare, al massimo nel calcio si perde, non vedo perchè partire col braccino quando abbiamo tanto talento». —
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