modena
Paolo Vecchi
Una partita perfetta, un concentrato di intelligenza e acume tattico per matare il “toro” Padova, imbrigliarlo nella rete, colpirlo e agganciarlo in vetta. Il Modena chiude con i fuochi di artificio il 2020 sbancando l’Euganeo con una splendida rete di Spagnoli nel finale di primo tempo, trionfo, il quarto consecutivo, che gli permette di chiudere l’anno maledetto con il primato in classifica al pari degli uomini di Mandorlini e del Sudtirol steso in casa dalla Triestina.
Il primo regalo sotto l’albero di Natale dei gialli, infatti, era già arrivato dopo pranzo con il ko degli altoatesini. Bisognava completare l’opera per realizzare il miracolo di acciuffare la vetta, ma soprattutto mettere sotto un Padova che a sua volta aveva la possibilità, superendo i canarini, di lanciarsi in fuga prendendosi un vantaggio di tre punti sul Sodtirol e di ben sei sugli uomini di Mignani. Che superato un primo momento di imbarazzo, escono dal guscio e, trascinati da Gerli e Muroni in formato gigante e sorretti da una difesa che non prende gol da 469 minuti, iniziano a tessere la tela del ragno. Il Padova, superiore in chili e centimetri e forte di nomi altisonanti, finisce nella trappola e alla prima distrazione il pungiglione di Spagnoli inietta la dose letale con un “tocco sotto” da film. E visto che la fortuna, non a caso, aiuta gli audaci a pochi minuti dal termine la traversa respinge un colpo di testa di Paponi, unica occasione concessa alla mastodontica formazione di Mandorlini.
Mignani si presenta al cospetto dell’illustre collega con il solito 4-rombo-2: Gagno tra i pali, Zaro e Pergreffi al centro della difesa, completata da Bearzotti e Mignanelli, e sua maestà Gerli in cabina di regia. Muroni si guadagna la maglia titolare come interno destro, a sinistra c’è Castiglia mentre Tulissi è il vertice alto del rombo alle spalle della coppia d’attacco composta da Spagnoli e Monachello.
Il Padova è sistemato su un 4-3-3: Vannucchi in porta, Germano, Andelkovic, Pelagatti e Curcio nella linea arretrata e Hallfredsson, tanto per sciorinare un po’ di nomi, sta basso a centrocampo alle spalle di Ronaldo e Della Latta. Davanti, assente per infortunio il capocannoniere Nicastro, il trio Jelenic-Jefferson-Bifulco.
La sconfitta del Sudtirol carica ancora più peso su una partita che è già un macigno. Il “toro” Padova vede rosso, abbassa la corna e parte contro i gialli con la foga di chi vuole chiudere il discorso non solo del match, ma anche del campionato. I biancoscudati pressano alto per spegnere il faro Gerli e si piazzano nella trequarti canarina. La Banda Mignani arretra, ma tiene e non concede occasioni. E, superato il momento di crisi, decide di entrare in partita. Zaro e Muroni, vedendo Gerli braccato, si incaricano di costruire la manovra. Monachello davanti fa in pieno il suo dovere, Tulissi cerca di sfondare gli armadi biancoscudati e spesso subisce la peggio. Spagnoli è il primo difensore aggiunto, ma anche l’attaccante che si sfianca sul fronte offensivo. E al 43’ la sua generosità viene premiata da una spettacolare imbucata di Muroni: l’attaccante supera Andelkovic e si esibisce in un pallonetto che lascia di stucco Vannucchi. Gran gol e vantaggio al momento giusto. Mandorlini, che nel primo tempo aveva dovuto sostituire Germano con Fazzi, si ripresenta con altri due cambi a inizio ripresa. Dentro Santini per Jefferson e Saber per Hallfredsson. Padova ancora a testa bassa, Gagno replica da par suo a una punizione di Curcio, poi il Modena si fa sentire con una botta di Spagnoli deviata e una conclusione di Monachello sull’esterno della rete. Davì rileva Castiglia, mentre Mandorlini spara in campo anche Paponi e Buglio trasformando il 4-3-3 del Padova in un 4-2-4. Ronaldo e compagni spingono, ma il Modena gestisce perfettamente il match. Gerli e Muroni intercettano tutto, la squadra lotta con un’anima sola e la difesa dei record spazza via tutto. E quando non ci arriva ci pensa la traversa a negare il gol a Paponi. Dentro Prezioso, Milesi e Costantino per Spagnoli, Bearzotti e Tulissi a dar man forte. Poi è tripudio dei gialloblù che si godono il miracolo di Natale.—
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