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Mantovani: «Non ci sono state leggerezze nel Carpi»

Serena Arbizzi
Mantovani: «Non ci sono state leggerezze nel Carpi»

«Abbiamo rispettato le regole anche negli eventi in presenza. La salute per noi viene prima delle prestazioni. E i ragazzi, per fortuna, stanno bene»

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Serena Arbizzi

«Se proprio vogliamo vedere il lato positivo, i ragazzi non stanno male e la salute, chiaramente, è la cosa più importante. Poi, purtroppo, questo significa un lungo periodo trascorso senza allenarsi, ma noi abbiamo rispettato tutte le regole».

Matteo Mantovani, presidente del Carpi, non ha dubbi: il comportamento di squadra e dirigenti è stato ineccepibile e il senso di responsabilità non è mancati. Al tempo stesso, il record di positivi registrato tra i biancorossi, di certo, qualche incertezza sui tempi della prossima discesa in campo la provoca.

«Cercheremo di accelerare il ritorno in condizione opportuna», assicura Mantovani.

Tra le scelte intraprese anche quella di non andare a Macerata.

«Grazie all’ottimo operato della nostra dirigenza che, rimanendo nel nostro regolamento, ha fatto valere una posizione responsabile. Attraversare mezza Italia con un focolaio in corso avrebbe provocato gravi problemi. Devo dire grazie a tutta la società che ha operato in questa direzione, facendo un eccellente lavoro. Siamo consapevoli che questo virus è infido e non puoi abbassare la guardia, per se stessi e per gli altri ».

Un contagio che si è manifestato nel giro di pochi giorni.

«Nel male, non è la peggiore situazione che potesse capitare. Intanto, ripeto, perché i ragazzi stanno bene. E si determinerà l’immunità in un colpo solo. Poi, si fossero manifestati due o tre casi alla settimana, sarebbe stata penalizzata la rosa. Proprio stamattina (ieri per chi legge, ndr) è arrivata la risposta ai nuovi tamponi fatti sabato. Sono rimasti negativi solo due giocatori. Più il sottoscritto, il vicepresidente e Morrone».

Da subito una campagna marketing massiccia per coinvolgere la città.

«Per noi questa è una priorità. Volevamo che la squadra fosse della città e non della proprietà. Non è un atteggiamento ruffiano, ma l’intenzione è fare avvicinare le famiglie quanto più possibile, anche perché questa è una squadra che dà la possibilità ai ragazzi di Carpi di arrivare tra i professionisti. Credo che questa sia un’opportunità incredibile. Noi abbiamo bisogno che la città si appassioni sempre di più ai nostri colori perché i ragazzi lo meritano».

Alcuni hanno sollevato il tema della conferenza organizzati di recente in presenza.

«Ho sentito anch’io questa voce e mi sembra fuori luogo. Chi ha organizzato l’evento dei “pacchi” è lo stesso gruppo squadra che si allena tutti i giorni e sta nello stesso spogliatoio di tre metri per due. Se le voci fossero vere, il mio socio, che ha avuto un ruolo attivo nell’organizzazione, sarebbe positivo e invece non lo è. Il caso ha voluto che qualche giorno dopo si scatenasse l’inferno. In caso contrario sarei il primo ad ammettere cos’è successo. Se per altri quello che conta è la prestazione, per noi la sicurezza e la persona vengono prima di tutto». —

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