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grandi raid. dakar 2021 

Ceci, foratura e surriscaldamento Pedemonte risale tra le moto

Claudio Flori

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Claudio Flori

La tappa di ieri ha visto il secondo round della Dakar 2021 coi partecipanti partire dal grande raid dal bivacco di Bisha per poi raggiungere quello di Wadi Ad Dawasir dopo 685 chilometri nella sabbia. Dopo i primi 135 km di trasferimento l’entrata nella prova speciale, la più lunga di questa prima settimana con i suoi 457 km, e infine un altro trasferimento per raggiungere il traguardo di tappa con i 93 km rimasti. Ma per arrivare al bivacco di ieri i nostri portacolori, come tutti, hanno dovuto fare i conti con i primi cordoni di dune soffici e le piste di sabbia. Il tutto con un occhio attento alla navigazione; quest’anno, infatti, il road book viene consegnato poco prima della partenza, 20 minuti per le moto e ora portato a 15 da 10 per gli altri. Entrando nel dettaglio della giornata dei nostri dakariani, sembrano non finire le noie per il quattroruote Can Am Maverick X3 guidato da Khalifa Al Attiyah e navigato dal prignanese Paolo Ceci. «All’uscita del tratto di speciale sembrava essere andato tutto abbastanza bene - racconta - se non una foratura con cinque minuti di tempo perso, roba banale. Il vero guaio è che abbiamo avuto problemi di temperatura con la cinghia già dalle prime dune a inizio speciale al chilometro 10 quando avevamo sempre l’allarme della cinghia e quindi abbiamo dovuto fare tutta la speciale rallentando in continuazione per non rischiare di rompere la stessa o di avere problemi più gravi. Peccato perché si poteva andare molto di più, ora speriamo che gli ingegneri del team South Racing risolvano il problema anche perché sembra una noia riscontrata solo sul nostro Can Am». Nonostante tutto questo l’equipaggio 422 Khalifa Al Attiyah-Paolo Ceci è giunto al traguardo recuperando posizioni e chiudendo 29° tra tutti gli SSV e 19° nella classe T4. Ora sono risaliti al 32° della generale SSV. Altro piccolo passo avanti lo ha fatto anche il motociclista cesenate portacolori del vignolese team RT73 Angelo Pedemonte. Dopo essere partito con la sua KTM all’alba è giunto al bivacco dopo aver superato indenne la faticosa prova speciale recuperando alcune posizioni. Ha finito 73° tra le moto ed ora è al 76° della generale e al 33° nella categoria Sport Production. La Dakar oggi continua con la terza tappa ad anello tutta su Wadi Ad Dawasir di 629 km di cui 403 in prova speciale con ancora sabbia e dune da superare in pieno deserto. —

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