De Zerbi: «Nella ripresa volevo vincere la partita, è mancata la cattiveria»
Il tecnico neroverde analizza la sconfitta subita a Torino e pensa al futuro: «Dobbiamo raggiungere l’obiettivo Europa»
intervista
Valentina Spezzani
Nonostante il risultato, Roberto De Zerbi può essere orgoglioso della prestazione dei suoi che, contro la Juventus e in inferiorità numerica, hanno retto e addirittura agguantato il momentaneo pareggio. La rete di Defrel aveva dato una speranza, poi un errore fatale ha riportato i bianconeri in vantaggio e, di fatto, reindirizzato la partita: “Non ho rivisto il secondo gol ma la mia faccia diceva tutto, perchè non ci deve più bastare la prestazione – spiega il tecnico neroverde - L'errore di Chiriches è frutto della stanchezza, ha fatto l'allungo in avanti e poi gli sono mancate le forze, perchè con la scuola di Sarri che ha avuto a Napoli è diventato un professore in queste situazioni. I cambi? A un certo punto del secondo tempo io volevo vincere la partita, lo dico senza presunzione, tanto al massimo si perde, perchè vedevo che c'erano i presupposti. Secondo me c'è stata anche una fase in cui potevamo essere più cattivi nell'andare a trovare la porta e non l'abbiamo fatto. E poi è andata come andata, la Juve ti può punire in qualunque momento. Oddei l'ho messo perchè avevo finito i terzini destri in panchina, ma lui è un giocatore di qualità che può fare una grande carriera, ha pagato un po' l'esordio in questo stadio”. Sulla classifica: “Questo è un campionato equilibrato dalla prima all'ultima, puoi perdere con entrambe senza che il campo dica altro. Davanti ad oggi la più convincente è il Milan, nella convinzione e nella testa. A me piace molto anche la Juve, in qualche partita ha fatto grande calcio e non è facile partire senza ritiro e dare un'identità ancora più forte di quella che ha”. Qualche tempo fa De Zerbi aveva dichiarato che senza il raggiungimento dell'Europa, al termine della stagione questa squadra sarebbe alla fine di un ciclo: “Non intendevo dire che sarebbe chiuso un ciclo con me, poi non so se con la società prenderemo un'altra strada, ma intendevo che dentro l'organico abbiamo tanti giocatori di qualità che, se non raggiungi un risultato strepitoso, che per noi sarebbe l'Europa, poi ambiscono ad andare a giocare altrove, mi riferisco a Boga, Berardi, Locatelli. Quindi non bisogna aver paura di cambiare e ricostruire, come abbiamo fatto tre anni fa. Se vorrei cominciarlo io il nuovo ciclo? Io ho l'ansia di fare quello che penso di saper fare, che mi diverte, non ho l'ansia di andar via a tutti i costi”. —
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