De Cenco e Mastour: «Convinti da Pochesci»
L’attaccante: «Metterò a disposizione la mia esperienza». L’ex talento del Milan: «Sono venuto a Carpi per esplodere»
Fabio Garagnani
Mister Pochesci potrà fare affidamento su di loro da domani col Ravenna. De Cenco e Mastour tappano il buco lasciato da Biasci e Carletti e alla vigilia di 11 partite nell’arco di 37 giorni saranno indispensabili nello scacchiere del tecnico. Entrambi in forma perfetta, si sono presentati.
CAIO DE CENCO
Giramondo del pallone, brasiliano con origini venete alla 13esima maglia nelle ultime dieci stagioni tra i prof: «Ho sempre cercato di crescere e trovare opportunità per giocare il mio calcio – ha detto – ma sono stati pochi i casi in cui ho cambiato perché non avevo spazio. Per me non è mai stato un peso. In questo caso però non avrei avuto intenzione di spostarmi, perché è nato mio figlio un mese fa, ma appena ho avuto la possibilità di venire al Carpi dove il direttore e il mister mi hanno voluto fortemente ho accettato la sfida. Poi conoscevo Andrea Ferretti, così l’ho chiamato e mi ha parlato subito bene dell’ambiente». Non l’unica conoscenza in zona. L’altra gioca e vive a una manciata di chilometri e parla brasiliano: «Conosco Sodinha e in questi giorni lo chiamerò per fare due chiacchiere». Come attaccante si descrive votato al gioco di squadra: «Do una mano sia in fase offensiva che difensiva. Ora è importante aiutare i più giovani e cercherò di mettere esperienza in campo». Da buon brasiliano, i suoi esempi da emulare rimangono in ambito verde oro: «Sarebbe facile dire Ronaldo, ma a me piaceva Adriano»
HACHIM MASTOUR
Un altro giramondo, anche se fuori dai confini nazionali: dal Malaga in Spagna, allo Zwolle in olanda e al Lamia in Grecia. Ma lui il calcio luccicante dei grandi campioni l’ha già assaggiato da comprimario nel Milan, spesso aggregato alla prima squadra: «Ho visto realtà molto belle e grandi che mi hanno fatto crescere. Sono venuto qui per trovare la strada giusta per esplodere e penso che il Carpi mi dia questa opportunità. Mi vedo più trequartista, ma sarà il mister a decidere». Del Milan e dei suoi campioni è rimasto più di un ricordo e il sogno è quello un giorno di tornare: «Galli lo sento ancora e mi dà consigli utili, ma anche il dottor Galliani e il presidente Berlusconi mi hanno aiutato tantissimo. Ho avuto tanti allenatori: Inzaghi, Seedorf, Mihajlovic e Gattuso, da ognuno ho imparato qualcosa». E non solo da loro: «A 17 anni all’estero non è facile. Ho cercato la mia strada fin dall’inizio e ogni esperienza mi ha fatto crescere in realtà diverse. Rifarei tutto». Da Pochesci la spinta decisiva per accettare il Carpi: «Ho trovato nelle sue parole quello che cercavo». Tecnico e talentuoso, sui riferimenti non ha incertezze: «Mi piace la fantasia di Neymar e Messi». —
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