«A nonno Ferretti pulisco le scarpe E a volte arrabbiarsi conta tanto»
«Andrea ci ha insegnato come si calcia in porta, giocatori così mi esaltano Approccio alla gara sbagliato, mi sono fatto sentire»
Il sapore della vittoria dopo 77 giorni, la zona play-out che si allontana, le prestazioni di Mastour e De Cenco. Per mister Pochesci il derby vinto con il Ravenna è una vera e propria miniera d’oro. Frutto, per sua stessa ammissione, di una sfuriata negli spogliatoi dopo una prima frazione di gara inconcludente: «Nel primo tempo ci siamo specchiati troppo - ha detto il tecnico - giocando senza quella cattiveria e quel furore agonistico di cui questa squadra ha bisogno. Mi sono molto arrabbiato negli spogliatoi di questo. Stavamo giocando bene e stavamo perdendo. Le giocate c’erano ma era sbagliato l’approccio. Poi chiaramente pesa anche il fatto che i due arrivati devono ambientarsi. Nel secondo tempo molto bene grazie anche ai subentrati, ma io l’ho detto che ci siamo rafforzati e abbiamo aumentato in qualità. Poi è entrato nonno Ferretti e ci ha fatto vedere come si calcia in porta». Simpatico siparietto dopo il secondo gol di Ferretti, col tecnico che è corso a pulirgli lo scarpino: «Quando un giocatore fa un gol del genere io mi emoziono e io vivo di emozioni. E quando mi emoziono capisco poco». Soddisfazione per l’esordio di Mastour e di De Cenco, quest’ultimo premiato da una doppietta: «Hanno fatto una grandissima partita. Io voglio gli attaccanti che giocano dentro i pali, non devono andare a fare i cross. Le punte si chiamano punte perché devono stare vicino alla porta. Il mio calcio è questo». Una partita decisa dai cambi del tecnico, come spesso accaduto in questa stagione: «Siamo stati bravi in tutto. Questa è una squadra con dei valori importanti. Ghion è sprecato in questa categoria, Lomolino è entrato molto bene e Giovannini quando è andato in trequarti ci ha fatto vedere il vero Giovannini. Abbiamo tante soluzioni». Un ritorno alla vittoria per nulla scontato, visto che il gruppo veniva da una lunga interruzione dovuta al Covid: «Avevo detto che questa settimana li avevo visti bene. La mia paura era legata ad altri fattori: All’impatto emotivo, agli infortuni. Ma non ho mai temuto sotto l’aspetto del gioco, perché questa squadra è nata per giocare a calcio». —
F.G.
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