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Ecco il disco con il chip: anche l’hockey su ghiaccio ha ceduto alla tecnologia

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Si chiama 'puck', disco per i profani dell'hockey su ghiaccio, e se nel tempo non ha cambiato nome, quel piccolo oggetto che fa ammattire giocatori e tifosi si è adeguato ai tempi. Nato di legno, poi diventato di gomma, da mercoledì scorso ha fatto il grande salto nel terzo millennio sul palcoscenico più prestigioso, la Nhl, dotandosi di sensori, chip e batterie e diventandosi così fonte inesauribile di dati, curiosità e statistiche.

Così anche l'hockey molto legato alla tradizione abbraccia cerca di evolversi, come hanno già fatto tanti altri sport, spinti dai broadcaster e ora anche dalla necessità di mantenere vivo l'interesse tra i Millennials, veri arbitri del futuro di ogni disciplina. Dopo decenni di semi immobilismo, lo sviluppo delle tecnologie e il nuovo mondo dei social hanno costretto improvvisamente gli sport - da quelli sempre in evoluzione come la Formula 1 ai più 'umanì come l'atletica leggera - ad adeguarsi, cambiando regole, introducendo novità e garantendosi visibilità soprattutto sui nuovi media con dati e immagini sempre più coinvolgenti. Conclusa una lunga sperimentazione, dal 13 gennaio scorso, data di inizio della stagione 2021-21, tutte le 31 squadre del campionato professionistico nordamericano di hockey sono dotate degli speciali dischi di nuova generazione per inviare migliaia di dati ai team, alle tv e anche direttamente ai tifosi, specie i nativi digitali, i veri destinatari di questa piccola rivoluzione. Gli atleti multimilionari dell'

hockey professionistico si adeguano e anche loro sono tracciati in ogni movimento. I dati non saranno dati tutti in pasto ai tifosi, anzi la maggior parte servirà alle squadre per migliorarsi.—

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