La regia e i ritmi di Gerli sono indispensabili per la squadra di Mignani
Arrivato un po’ in sordina la scorsa estate dopo il fallimento del Siena, con tanta curiosità da parte dei tifosi di vedere questo regista ai più poco noto che mister Mignani aveva voluto riabbracciare a Modena, Fabio Gerli si è rivelato ben presto l’uomo imprescindibile dell’undici canarino nella corsa al primo posto. Sempre titolare fino a domenica scorsa, il centrocampista 24enne ha alzato bandiera bianca alla vigilia della sfida con la Virtus Verona, dopo aver già stretto i denti a Legnago. Non è un caso, dunque, che la sua assenza si sia fatta sentire, e non poco, nell’inattesa sconfitta casalinga conto i veneti, costata al Modena il titolo di campione di inverno. In assenza di Mario Rabiu, fuori fin dalla preparazione per infortunio, Mignani ha affidato la regia a Mattia Muroni, proprio il giocatore che aveva svolto il ruolo di vice-Gerli nei soli 94 minuti non giocati dal play ex Siena nelle prime 18 di campionato. Per una squadra dai meccanismi rodati, il cambio forzato non poteva essere semplice da assimilare. Ecco perché lo staff medico gialloblù sta facendo di tutto per riconsegnare a Mignani il miglior Gerli il più in fretta possibile, senza voler correre alcun rischio proprio alla luce dell’importanza del giocatore. Il regista di Passo Corese, comune di Rieti proprio al confine con la Capitale, si era procurato una leggera distorsione al ginocchio durante la sosta invernale e contro il Legnago aveva giocato con una vistosa fasciatura, prima di lasciare il campo al ventesimo della ripresa. Il fastidio non è passato in tempo utile per la Virtus Verona e potrebbe comprometterne la presenza anche contro il Gubbio, nonostante il Modena confidi nel suo recupero per architettare un immediato rilancio. —
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