Mario, il Milan e quella maglia maledetta Dopo Inzaghi solo fallimenti con la “nove”
Da Torres a Luiz Adriano fino a Andre Silva: una lunga galleria di flop al centro dell’attacco rossonero
MILANO. Mario Mandzukic è ufficialmente un giocatore del Milan, un regalo del club a Stefano Pioli. L'obiettivo stagionale resta sempre la Champions League e la qualificazione permetterà all'attaccante croato di prolungare automaticamente il suo contratto anche per la prossima stagione. Ma questo Milan, primo in classifica ad una giornata dalla fine del girone d'andata, non nasconde le sue ambizioni. «Ringrazio di cuore la dirigenza del Milan - scrive Mandzukic sul proprio profilo Instagram - per l'opportunità di entrare a far parte di questo fantastico club. Sarà un onore indossare questa maglia piena di storia e combattere per i rossoneri. Posso solo promettere di fare del mio meglio in ogni partita e di aiutare la squadra in ogni maniera. Sono sicuro che insieme possiamo realizzare il sogno di ogni fan del Milan e ce ne sono molti in Croazia. Pronto a combattere». Grinta, tenacia, spirito di sacrificio, Madzukic si è sempre distinto per la dedizione alla squadra. La polivalenza che ha dimostrato - giocando come esterno d'attacco o centravanti - garantisce a Pioli un jolly offensivo, prezioso in una stagione condizionata dalle tante assenze.
Mario ha scelto la maglia numero 9, una casacca pesantissima che, dopo Inzaghi, non ha più trovato un degno padrone. Nessuno come Superpippo: arrivato al Milan nell’estate del 2001 e rimasto in rossonero per ben 11 stagioni, ha segnato 126 gol in 300 presenze. Dopo il suo addio la maglia numero 9 viene ereditata da Alexandre Pato, reduce già da 5 stagioni in rossonero con la numero 7 in cui il brasiliano fa scintille, prima dell’inesorabile crollo a causa dei tanti infortuni: un gol ogni 155 minuti con la 7, uno ogni 171 con la 9. Nell’estate del 2013 ci si prova con un cavallo di ritorno, Alessandro Matri. Scelta sbagliatissima: un gol ogni 933 minuti, e l’estate successiva i rossoneri sembrano centrare il colpo giusto con Fernando Torres. Lo spagnolo alla prima da titolare fa subito gol a Empoli e riempie di speranze i tifosi rossoneri. Quel colpo di testa, però, resta la sua unica firma in maglia rossonera: un gol ogni 592 minuti. Il successivo numero 9 è Mattia Destro. Anche l’attaccante marchigiano trova il suo primo centro contro l’Empoli, ma i sei mesi in rossonero non bastano a convincere la dirigenza a riscattarlo. Segna un’altra volta con la Fiorentina e la Roma, i numeri finali parlano di una rete ogni 281 minuti. Media che non può certo accontentare la dirigenza, che per l’ennesima volta è costretta a tornare sul mercato. L’azzardo porta il nome di Luiz Adriano, attaccante brasiliano dello Shakhtar: in diciotto mesi di stanza a Milanello, il carioca realizza appena sei gol, pochini. Altro giro, altro bomber: ed ecco quindi Gianluca Lapadula, reduce da una stagione strepitosa con la maglia del Pescara in serie B. Lui non va malissimo, dopotutto: 8 gol in 29 presenze. Ma all’orizzonte c’è Andre Silva, portoghese “coccolato” da Cristiano Ronaldo. Va benone in Europa, maluccio in campionato dove timbra solo due volte. L’ultima scommessa è Piatek: un gol ogni 269’. Ora tocca a Marione indossare la maglia maledetta. —
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